.

 

 

Chiesa Cristiana Evangelica

 

 

Responsabili

Dove siamo

Distretto di Roma

Contatti

Viaggi

Responsabilità

.

Home

Chiesa Cristiana Evangelica  Via Degli Orti 26a  00053Civitavecchia (RM)

Tel. 0766 54 08 86-cell 328 62 86 996

La nostra Comunità

Il governo della chiesa
Compassion
La cena del Signore
Il Battesimo in acqua
Il Battesimo S.S.
Circolari distretto
Punti di Fede
Nuovo Testamento

 

Rendete duncque a ciascuno quello che gli è dovuto

 

 

Perché il pesce come simbolo?

Questa parola tradotta al singolare in lingua greca è ICHTHUS  (ICTUS).  E' stata adottata dai cristiani perseguitati nei primi secoli, come acrostico simboleggiante Gesù Cristo. Si trovano in effetti in questa parola le iniziali di Iesous Christos Theou Uïos Sôter, cioè Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. L'immagine o il nome del pesce (ICHTHUS) si ritrova molto frequentemente sui muri delle catacombe cristiane dei primi secoli dopo la nascita di Cristo.

Hit Counter

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Battesimo in Acqua

 

 

LA VITA NUOVA IN CRISTO
SIMBOLEGGIATA DAL BATTESIMO

Il rapporto tra fede cristiana ed opere è ben messo in rilievo in un passo da considerarsi fondamentale a tal riguardo, anche se si riferisce direttamente al battesimo in acqua - è la Lettera ai Romani 6:3-11,

"O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?

Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita.

Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua.

Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato;

infatti colui che è morto, è libero dal peccato.

Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo pure che vivremo con lui,

sapendo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui.

Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio.

Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù."

 

 

In questi versetti, la conversione, simboleggiata dal battesi­mo in acqua, è vista come una vera e propria partecipazione del credente alla morte e risurrezione di Gesù. Ciò significa che quando si crede accettando Gesù come proprio Salvatore, come proprio rappresentante presso Dio, nel senso già spiegato, "si muore, assieme a Lui, come se uno stesse sulla croce assieme a Gesù. Del

resto, Gesù non ha forse detto "Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a Me" ? (Giovanni 12:32). Il credente quindi è "sepolto con Cristo", e questo è simboleggiato dall'immersione completa nell'acqua battesimale. La vasca battesimale diviene così, simbolicamente, una tomba. Ciò significa che il credente muore rispetto alla sua vita passata assieme al Suo Rappresentante Gesù, che, a nome di tutta l'umanità, è morto una volta per sempre quanto al peccato. Insomma, quello che Gesù ha fatto sulla croce, morendo, per essere poi sepolto, ogni credente in Lui lo fa indivi­dualmente quando si converte, e lo può fare proprio in virtù della morte di Gesù. Come poi Gesù è risuscitato per vivere una nuova vita gloriosa, così il credente in Lui risuscita spiritualmente per vivere una nuova vita - e questo è simboleggiato dal fatto che dopo essere stato immerso nell'acqua battesimale, il credente emerge da essa. Questa risurrezione sarà completa quando risorgeremo anche noi dalla tomba e riavremo i nostri corpi, in modo che tutto il nostro essere sia redento. Il battesimo però non ci fa credenti, ma simbo­leggia ciò che è già avvenuto in noi - è una solenne testimonianza pubblica della nostra conversione già avvenuta. Il Signore lo ha voluto e noi dobbiamo ubbidire. Egli infatti disse ai Suoi discepoli:

"Andate dunque e fate diventare miei discepoli gli uomini di tutte le nazioni, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte quante le cose erte vi ho comandato. Ed ecco lo sono con voi tutti i giorni fino alla fine dell’età presente' (Matteo 28:19-20).

Quando nel Nuovo Testamento si parla di battesimo, si mette certamente l'accento sul suo significato spirituale,ma non si trascura affatto il rito esteriore, come nel caso della conversione del centurione Cornelio e del ministro della regina Candace (Atti 8:26­40; 10). E dunque evidente che il battesimo in acqua era conside­rato un gesto necessario. Il battesimo, insomma, è considerato nel Nuovo Testamento come parte integrante del processo di ravvedimento e santificazione del credente. Da ciò segue che minimizzare l'importanza del battesimo o addirittura ritenerlo inutile, è contra­rio alla volontà di Dio. In particolare, alcune espressioni bibliche lasciano intendere che chi rifiuta il battesimo non può avere il perdono dei peccati. Si pensi, ad esempio, all'affermazione di Pietro, "Ravvedetevi e cia­scuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo Per la remissione dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo" (Atti 2:38). L'espressione tradotta qui "per la remissiòne dei vostri peccati", tenendo ovviamente presente il testo greco, si può tradur­re più alla lettera così, "in vista della remissione dei vostri peccati", oppure, un po’ più liberamente, "affinché i vostri peccati siano rimessi". Lo stesso si dica di Atti 22:16, "Ed ora, perché indugi? Levati e sii battezzato e lavato dei tuoi peccati, invocando il Suo nome". Anche qui, nella testimonianza che l'Apostolo Paolo dà della sua conversione, Anania associa il battesimo alla purificazio­ne spirituale, alla remissione dei peccati.Chi dunque crede in Gesù quale proprio Salvatore, ottiene già il perdono dei peccati ed è salvato; tuttavia deve essere battezzato, perché così vuole il Signore, che ha stabilito che il battesimo in acqua fosse parte integrante del processo di ravvedimento del peccatore e di santificazione del credente. Chi rifiuta positivamente di essere battezzato, non può essere considerato cristiano. Il famoso ladrone convertito sulla croce, si salvò senza ricevere materialmen­te il battesimo solo perché non ci fu tempo. E questo ci dice che il battesimo in acqua non è assolutamente necessario alla salvezza, cioè non è una condizione essenziale, ma potendo, lo si deve fare. E' chiaro quindi che i credenti che muoiono prima di essere battezzati in acqua, si salvano, perché desideravano esserlo; lo steso si dica di coloro che non possono essere fisicamente battez­zati a causa di gravi impedimenti fisici, appunto.Quanto al rito in se stesso, nei passi biblici che si riferiscono al battesimo non è sulla formula che si insiste, quanto piuttosto sul profondo significato teologico del battesimo. Di solito, in tali passi, si parla del battesimo "nel nome di Gesù Cristo", (ad esempio Atti 2:38; 8:16; 10:48; 19:5). Non sembra però che questa sia una vera e propria formula liturgica, ma è piuttosto un'espressione che indica il significato del battesimo, un’espressione che esprime, appunto, simbolicamente quanto è già avvenuto nel credente ad opera di Gesù Cristo. Difatti, nel linguaggio biblico, il "nome" indica la persona con tutte le sue qualità. Ne segue che "essere battezzati nel nome di Gesù" significa appropriarsi e godere di tutto ciò che Gesù rappresenta. Anche la "formula" usata nel passo già citato di Matteo 28:19, "battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo", potrebbe essere un’espressione che indica - in una maniera più completa dell'altra - il significato del battesimo: il credente è salvato perchè il Padre ha mandato il Suo Figliolo Unigenito che si è incarnato ed è morto sulla croce per noi ed è poi risuscitato, mettendoci così in grado di passare dalla morte alla vita; lo Spirito Santo ci aiuta ad appropriarci di questa salvezza ottenutaci mediante Gesù Cristo, e a vivere in modo degno di figlioli di Dio, quali siamo diventati per la nostra fede. In ogni caso, è storicamente provato che quella di Matteo 28:19 fu la formula che poi prevalse nella Cristianità, ma dobbiamo stare attenti a non cadere nella logica del 'sacramentalismo" di tipo cattolico-romano, che fa dipendere l'efficacia di un "sacramento" anche dai retto uso dei gesti e delle formule rituali. Dobbiamo rispettare il simbolismo voluto dal Signore, ma senza ottuso fana­tismo. Ad esempio, se non è possibile immergere completamente il battezzando nell'acqua per svariati motivi - perché forse è troppo alto o troppo grasso, ecc. - non per questo il battesimo è "invalido". Al limite non crediamo che il battesimo amministrato "nel nome di Gesù" non abbia valore, purché si abbia un concetto esatto del battesimo, secondo l'insegnamento di Gesù e degli Apostoli. Rimane però il fatto che la formula "nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo," è senz'altro completa e significativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Orario culti:

Dom. 18:00 "est. 19.00"

Mar. e Ven. 19:30

 

Evangelizzazioni

Anno 2006

Anno 2007

 

Battesimi

Anno 2006

Anno 2007

 

Matrimoni

Fabrizio e Katia

Alessandro e Elisa

Giuseppe e Nicoletta

 

Araldo Apostolico

Abbonamenti 2006

 

Ministero giovani

Ministero giovani nella nostra comunità

 

La nostra città

I bisogni della nostra città

 

Il nostro amato collaboratore

Ev. Carlo Siviero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.