|
Distretto di Civitavecchia
Come
dice il Signor Culbertson in questa biografia in rete del Pastor
Alfredo Del Rosso, costui era per così dire cresciuto a casa
Padelletti. Infatti, mio nonno, il Dott. Carlo Padelletti, era stato
suo maestro alla scuola domenicale. Ancora oggi, cinquanta anni dopo
la sua morte, a Montalcino e nelle zone circostanti, c'è gente che si
ricorda di mio nonno e della sua generosità e c'è anche molta gente
che si ricorda del Pastor Del Rosso, di sua moglie Ninì e dei loro
cari figlioli
Io,
veramente, mi ricordo più delle figliole che di Paolo. Nel 1945, dopo
la guerra, si andò con mia nonna a trovare i Del Rosso a Firenze. Io
dovevo avere suppergiù cinque anni e le figlie del Pastore, tutte
delle belle e simpatiche figliole, si erano occupate di me con molta
sollecitudine. Poco dopo il nostro arrivo, le ragazze mi dissero che
mia nonna voleva che andassi a raggiungerla nel salotto dove c'era un
concerto. Detto fatto, mi precipito verso mia nonna che era seduta in
controluce vicino a una finestra. Allora, mia nonna mi dice di fare il
giro del salotto e di salutare tutti gli ospiti facendo l'inchino,
come mi aveva insegnato. Ero decisa a fare buona impressione. Però,
ora che avevo la luce alle spalle, mi resi conto che il salotto era
pieno di bei negri sorridenti, ma più questi sorridevano, più
brillavano i candidi denti e più io tremavo dalla paura. Era la prima
volta che vedevo gente di colore ed ero così spaventata che urlavo
come una sirena. Le figlie del Pastore pensarono a calmarmi e mia
nonna mi obbligò a tornare nel salotto e a scusarmi per la partaccia
che avevo fatta agli ospiti del Pastore. E questi bei ragazzi, che
erano membri dell'esercito americano e anche bravi musicisti, mi
regalarono tante caramelle e cioccolatini che ne feci una solenne
indigestione, al punto che anche ora non posso vedere roba zuccherata.
Si, sì, mi ricordo bene di quell'orchestra e di quel giovanotto che
suonava il violino sulla lama di una sega...
Cosicché, quando per caso ho trovato in rete la biografia di Del
Rosso, ho scritto all'autore domandandogli se una traduzione in
italiano l'interessasse ed il Signor Culbertson mi ha risposto
affermativamente. Ci ho lavorato la sera fino alle piccole ore del
mattino, rivivendo a sprazzi le memorie del passato: un viaggio a
ritroso nel tempo che vale a volte la pena di fare. Vorrei ringraziare
mia cugina, la Sig.ra Dora Grenier, anch'essa Montalcinese, che mi ha
dato una mano nella correzione.
Buona
lettura!
1.
Introduzione dell'autore
Prima
d'incontrare Alfredo Del Rosso, me lo ero figurato in modo
completamente diverso. Eravamo stati inviati come missionari in Italia
nel febbraio del 1974. Quell'estate, passai l'ultima fine settimana a
casa dei miei genitori, prima di partire per l'Italia. Spesi una
mattinata nella biblioteca di quella che è ora conosciuta come
l'Università Southern Nazarene. In quel mattino dell'estate 1974,
passai in rivista i vecchi numeri di Other Sheep,l'antica rivista
missionaria della Chiesa del Nazareno. Stavo cercando informazioni e
leggevo ogni cosa sul lavoro compiuto dalla Chiesa del Nazareno in
Italia.
Vi
trovai un sacco di articoli scritti da Alfredo Del Rosso. Vi scoprii
pure un vecchio volume del 1948, Mi capitò sotto gli occhi
un'intervista in cui c'era una foto della faccia di Del Rosso e
dovetti immaginarmi il resto del corpo. Pensai che fosse una persona
alta e imponente. Potete quindi immaginarvi la mia sorpresa quando lo
incontrai di persona per la prima volta a una riunione di pastori a
Roma, al mio arrivo in Italia. Là, nel piccolo santuario della nostra
chiesa romana, mi sono sorpreso a guardare Alfredo Del Rosso dall'alto
– e io stesso misuro solo 1,68 m (5' 7")!
Rimessomi dallo sbalordimento di quanto fosse diversa dalla realtà
l'immagine che mi ero fatta di lui, scoprii che Alfredo Del Rosso era
veramente impressionante, facendo astrazione della sua statura fisica.
Durante gli ultimi 75 anni della sua vita, era animato dalla sola
proclamazione del messaggio di santità tramite la seconda benedizione.
In realtà, uno dei miei ricordi più vividi di lui è un incidente sui
gradini davanti alla nostra cappella nel seminterrato della chiesa di
Roma. Barbara ed io stavamo ancora dimenandoci con i corsi di lingua e
Del Rosso era venuto a Roma per un servizio speciale. Dopo, eravamo
andati fuori a parlare. Lo sentii dire: “La santità fà senso nel modo
di pensare degli Italiani. Tutta la sua vita, l'Italiano cerca di
lavarsi dal peccato per raggiungere un sentimento interiore di
purezza. La dottrina biblica di intera santificazione è esattamente
ciò che ha continuamente cercato”
L'idea
di scrivere la storia della vita di questo sorprendente uomo era in
parte nata dal mio desiderio di riconciliare due affermazioni
contrarie che continuavo a udire sulla sua vita ed il suo ministero.
Alfredo Del Rosso non era persona da essere ignorata tanto dai
colleghi italiani che americani. Viveva pure in un'epoca in cui
l'etnocentrismo e l'insensibilità culturale regnavano di nascosto fra
i capi della chiesa. Alfredo Del Rosso aveva una forte personalità ed
era riverito o disdegnato. Questo mio desiderio proveniva quindi in
parte dalla mia curiosità di scoprire chi egli realmente fosse e mi
spinse a intraprendere una ricerca estensiva della sua vita. Ciò si
avverò essere uno studio molto piacevole. Nonostante Alfredo Del Rosso
non fosse sovrumano, egli era però dominato dal sogno di partecipare a
un movimento fiorente di santità in Italia. Bisogna aggiungere a
credito di Del Rosso il fatto che (come il missiologico Nazareno Paul
Orjala lo ha indicato) è quasi il solo leader indipendente di una
delle zone missionarie mondiali a fusionare il lavoro già fatto con
quello della Chiesa del Nazareno, continuando poi a lavorare fino a
diventare egli-stesso un leale Nazareno. La maggioranza degli altri
leader indipendenti che fusionarono con la Chiesa del Nazareno
trovarono difficoltà ad abbandonare il loro posto di capi per
raggiungere i ranghi inferiori della ierarchia di un'organizzazione
più grande. Che Alfredo Del Rosso sia una figura importante della
storia nazarena può essere notato dal fatto ch'egli è stato menzionato
nella breve storia ufficiale delle denominazioni al principio del
Manuale Nazareno.
Devo
ringraziare amici comprensivi su entrambi le due sponde dell'Atlantico
per avermi lasciato leggere la corrispondenza, raccontandomi storie e
condividendo con me i loro ricordi e archivi in modo da fornirmi
l'informazione necessaria. Evito fare una lista di queste care persone
– Italiani, Americani e Svizzeri – che hanno pazientemente risposto
alle mie domande e che mi dissero tutto ciò che sapevano su Alfredo
Del Rosso. Questa lista sarebbe molto lunga e ne dimenticherei
senz'altro qualcuno. In ogni modo, devo una parola di ringraziamento a
Edward Lawlor per i suoi incoraggiamenti, al principio di questo
progetto. Sono anche debitore verso mia moglie ed i miei figli che mi
permisero di passare la più gran parte delle mie vacanze a mettere
assieme tutte le mie note per fare la prima bozza di questo
manoscritto.
2.
Se questo è Pentecostalismo . . .
La
denominazione di Chiesa del Nazareno fu legalmente accordata dal
governo italiano nel 1961. Questo riconoscimento non era, malgrado
tutto, il segno dell'apertura di un nuovo terreno missionario per i
Nazareni. Dall'estate del 1948, i dipartimenti domestici e mondiali
del Consiglio generale Nazareno avevano diretto e finanziato l'opera
missionaria in Italia. In realtà, la data del 1948 è troppo recente,
perché le radici del movimento Nazareno nello Stivale si possono far
già risalire al 1890.
Negli
Stati Uniti, il 1890 era l'anno in cui un predicatore metodista
chiamato Bresee si era spostato dal pastorato della Chiesa metodista a
Pasadena, in California, a quello della Chiesa metodista Asbury a Los
Angeles, uno spostamento questo in parte causato dalle pesanti
critiche che aveva ricevuto per aver predicato con insistenza la
santità proveniente dalla seconda benedizione.
In
quella stessa estate del 1890, a un quarto di strada intorno al mondo,
Italo Del Rosso, un ferroviere che abitava a Poggibonsi, una cittadina
di dieci mila abitanti dell'Italia centrale circondata da uliveti e da
vigneti, aveva avuto un terzo figlio. Se la tradizione italiana fosse
stata seguita, un grande fiocco blu avrebbe dovuto essere appeso sopra
la porta della casa familiale di Alfredo Del Rosso. È tramite Alfredo
che Dio avrebbe impiantato la Chiesa del Nazareno nella penisola
dell'Europa meridionale dove la cristianità aveva trovato un terreno
fertile nel suo primo secolo di esistenza.
La
famiglia Del Rosso era in un qual modo tipica del suo tempo. Italo,
come quasi tutti gli Italiani dell'epoca, suonava la fisarmonica. Dal
punto di vista religioso, egli era cattolico, mentre la moglie,
attratta da un nascente socialismo umanistico, diceva di essere atea.
Tuttavia, l'Italia è tradizionalmente incrustrata da secoli di
cattolicesimo. La tradizione familiale profondamente radicata è spesso
più forte delle credenze personali, per cui una settimana dopo la sua
nascita, il 7 luglio, Alfredo fu battezzato nella piccola chiesa
collegiale di Poggibonzi.
Poco
dopo, il padre di Alfredo Del Rosso fu trasferito dalle Ferrovie a
circa venti kilometri al Sud di Siena con le mansioni di supervisore
del reparto del cargo. Così, Alfredo fu allevato a Siena. Il fatto di
vivere lì, permise a Afredo di avere una visione più vasta del mondo
che se fosse rimasto nella piccola cittadina di Poggibonzi.
Siena,
come la maggior parte delle città italiane, è antica. Ancora oggi,
sembra essere stata preservata intatta dal Medioevo. È piena di
edifici di pietra in un dedalo di stradine selciate. La vecchia città
giace in forma di “Y” attraverso tre colline dirupate. A causa del
terreno dove sono costruite, le vie di Siena diventano ripide
scalinate che menano a ristoranti sotterranei o a magnifiche chiese.
La prima comunione dei giovani cattolici romani può avvenire circa
all'età di sette anni. Così, Alfredo cominciò a frequentare la scuola
di catechismo, con i suoi compagni del vicinato, alla parrocchia della
chiesa. Tutto lasciava credere che Alfredo Del Rosso sarebbe divenuto
un normale cattolico italiano. Portava con se piccole immagini di
santi porta fortuna e possedeva una statua della Madonna a capo del
suo letto. Però, fu proprio in quella classe di preparazione alla
comunione che Alfredo cominciò ad avere delle esperienze allarmanti.
Era un giovane esuberante di natura e, secondo ciò ch'egli ci ha
riferito, il prete si comportò veramente male con lui, picchiandolo,
minacciandolo e mettendolo fuori dalla classe per punirlo. A volte,
obbligavano i bambini a pregare inginocchiati sui ceci secchi sul duro
pavimento di marmo. Queste punizioni avevano poco effetto sull'anima
del piccolo Alfredo, allontanandolo invece da ciò ch'egli cominciò a
credere fosse una caricatura del vero cristianesimo. Per colpa dei
cattivi trattamenti ricevuti, Alfredo non arrivò mai fino alla
cerimonia della prima comunione.
Alfredo
aveva raggiunto l'età di andare a scuola. La famiglia voleva ch'egli
ricevesse un'educazione, così presero una decisione basandosi
unicamente su considerazioni finanziarie – o almeno così credevano.
Sua madre decise di mandarlo alla scuola elementare valdese piuttosto
che alla scuola cattolica della parrocchia.
In
Italia, le scuole statali erano ancora poche e lontane. I genitori
avevano poche scelte a Siena. C'erano le scuole private, quelle
cattoliche o quella della Chiesa valdese – fondata circa nel 1200 in
Italia del Nord e che da circa più di un secolo aveva avuto legami con
i Presbiteriani americani. Verso la fine degli anni 1890, i valdesi
avevano 40 scuole elementari in Italia. Una di queste si trovava per
l'appunto a Siena.
Il fatto
di essere inviato in una scuola privata protestante sembrò ad Alfredo
una decisione per lo meno sorprendente. Aveva sempre pensato di essere
un cattolico. Domandò a sua madre perché lo mandava in una scuola
protestante. “È meno cara, figliolo”, gli rispose essa.
Nella
scuola valdese, Alfredo fu trattato in un modo diametralmente opposto
dal modo in cui era stato trattato prima. Almeno dal suo punto di
vista, l'atmosfera nella scuola protestante era molto diversa
dall'ambiente cattolico romano. Descrive gli insegnanti protestanti
come persone gentili. Aveva l'impressione che gli volevano bene anche
nei suoi momenti più difficili.
Anche se
il liberalismo ed il formalismo avevano già cominciato ad influenzare
la chiesa valdese, la communità sienese inviava un pastore ad
insegnare settimanalmente il catechismo ai bambini delle elementari.
Il pastore proclamava la salvezza tramite il sacrificio del figlio di
Dio per riscattare i peccati del mondo in perdizione, compreso il
piccolo Alfredo che non sembrava sempre ascoltare.
Alfredo
Del Rosso cominciò pure a frequentare la scuola domenicale alla Chiesa
valdese assieme a un centinaio di altri bambini fra i cinque e i
quindici anni. La gente là parlava di un Cristo vivente, un Cristo che
era più di una fotografia o di una pittura su carta portata addosso
per scaramanzia. Durante la preparazione del Natale, Alfredo ricevette
la sua prima Bibbia. Ai suoi occhi, questa era un vero tesoro. Portò
la Bibbia a casa e cominciò a leggerla alla sua famiglia.
Tuttavia, fu solo quando raggiunse l'adolescenza che Alfredo Del Rosso
diventò un credente “nato di nuovo”. In quel momento, esso aveva
terminato i cinque anni della scuola elementare valdese ed aveva
cominciato a lavorare, studiando di sera per ottenere il suo diploma
delle scuole medie. Egli così descrive la sua conversione: “ Nel
giorno di Pasqua del 1907, all'età di diciassette anni, ho accettato
Gesù quale mio Salvatore personale . . . I miei peccati erano
perdonati; Ricevetti Gesù nel mio cuore. Fui rigenerato e cominciai
una nuova vita, non solo una nuova religione… Senza alcun rammarico,
lasciai la Chiesa cattolica."
Presente
in chiesa, quella domenica di Pasqua, c'era il Dott. Carlo Padelletti,
il maestro della scuola domenicale di Alfredo. Il Dott. Padelletti era
un ricco medico i cui antenati risalivano a Melancthon – il braccio
destro di Martino Lutero all'epoca della Riforma. Quel mattino, poco
lasciava prevedere al Dott. Padelletti che fra vent'anni quel piccolo
adolescente diventerebbe il suo consigliere spirituale e che
officierebbe ai suoi funerali. Per l'adolescente Alfredo Del Rosso, la
conversione di quella domenica di Pasqua era più di una crisi emotiva
passaggera. Aveva realmente confidato la sua vita al Signore. Da quel
momento in poi, dice suo nipote Raffaello, "Egli sapeva dove si
dirigeva. Non era come il resto di noi Italiani."
Nell'autunno di quello stesso anno, ebbe luogo una fusione a Chicago,
Illinois, fra le radici Est e Ovest della Chiesa del Nazareno. In
quella fusione del mese di ottobre1907, un movimento missionario
americano della santità, fra i cui fondatori si annoverano H.F.
Reynolds e Susan Fitkin, nacque nella Chiesa del Nazareno le cui basi
furono gettate a Los Angeles. Mentre ciò succedeva negli Stati Uniti,
un nuovo nato in Cristo nella storica città di Siena, in Italia,
cominciava un pellegrinaggio spirituale verso l'abbondante vita dello
spirito. Questi due eventi furono dei passi decisivi in una catena di
avvenimenti successivi che avrebbero portato all'Italia un fervente e
fedele testimone della Santità.
Due anni
dopo, nel 1909, l'allora diciannovenne Alfredo cominciò il suo
servizio militare – una carriera che totalizzò 12 anni di servizio
attivo nelle due Guerre Mondiali. Quando, dopo il reclutamento, fu
offerto ai soldati italiani di essere stazionati nelle loro rispettive
città di origine, Alfredo Del Rosso si arruolò un anno prima di quel
che avrebbe dovuto per fare il suo servizio militare. La sua vita in
seno alla chiesa era diventata così importante per lui che non volle
essere inviato lontano da casa sua. Allorché fu sotto le armi, Alfredo
cominciò a testimoniare la sua fede in Cristo davanti ai suoi compagni
militari. Facendo conoscere la sua fede e spiegando le scritture,
Alfredo Del Rosso scoprì che ciò gli dava un profondo senso di
soddisfazione. Non se ne accorse subito, ma il Signore lo stava già
munendo per una vita di ministerio della Parola. Verso la fine dei
suoi tre anni di servizio militare obbligatorio, l'Italia sognando di
restabilire l'Impero romano, invadeva la Libia nell'Africa del Nord.
Nell'ottobre del 1911, questa invasione era il primo passo verso la
realizzazione dei sogni espansionistici di possedere un impero
colonialistico italiano. La presa della Libia era giustificata, come
il governo italiano disse al popolo, per fermare l'emorragia
dell'emigrazione verso gli Stati Uniti ed altri paesi ricchi. Allorché
molti soldati amici di Afredo erano mandati a combattere contro i Mori
e a morire in Libia, l'assegnazione del caporale di prima classe
Alfredo Del Rosso non lo portò più lontano di Roma, dove gli fu
affidata la responsabilità dei trasporti ferroviari. Le sue mansioni
comportavano molti viaggi in treno, che gli lasciavano molto tempo per
meditare e anche per scrivere. Fu durante quel periodo che Alfredo Del
Rosso finalmente si decise ad accettare il ministerio a vita come
volontà di Dio. Questo suo richiamo non gli era venuto tramite qualche
evento miracoloso o come una visione. Gli venne invece come una
crescente convinzione e certezza che tutti i segni gli indicavano la
direzione di un servizio cristiano a tempo pieno. Così, mentre si
trovava a Roma, contattò il moderatore della Chiesa valdese per
parlare della sua preparazione. Era interessato a frequentare la
Scuola Teologica Valdese che si trovava a Firenze, a circa 60 km al
nord della sua città natale. Le norme di ammissione richiedevano il
possesso di un diploma liceale, ma Alfredo non ne aveva. Tuttavia, il
capo valdese accettò di intervenire in suo favore e eccezione fu fatta
nel caso di Del Rosso. Il fatto di frequentare una scuola di
formazione del ministerio fu per il Del Rosso una mossa capitale. Gli
offrì l'occasione di ascoltare una testimonianza chiara della santità
tramite la seconda benedizione ed anche di imparare l'inglese, ciò che
gli avrebbe permesso di incontrare dei Nazareni.
Dopo
aver terminato il servizio militare, Alfredo si trasferì a Firenze, la
culla del Rinascimento, la patria di Savonarola, di Dante, di
Macchiavelli e di Michelangelo. La scuola valdese era situata sulla
riva sud dell'Arno, in un'antica casa costruita nel 1600 per una
famiglia dal nome di Del Rosso. La scuola si trovava a circa tre vie
dall'albergo in cui Martino Lutero aveva soggiornato prima di visitare
Roma nel 1510.
Mentre
Del Rosso stava lì, durante il suo corso di due anni di Scuola
biblica, egli ebbe fra i suoi noti professori Giovanni Luzzi. A quel
tempo, il Dott. Luzzi stava compiendo un lavoro immane che aveva
cominciato nel 1906, sia una revisione completa della Bibbia in lingua
italiana. Terminata nel 1924, questa versione raccoglieva il genere di
accettazione universale da parte degli evangelisti italiani che la
versione del Re James raccolse nel mondo anglofono fino a circa 50
anni fà.
"Durante
il mio soggiorno nel collegio teologico," racconta Del Rosso, "pregavo
di essere un buon servitore di Cristo, capace di vivere una vera e
propria vita cristiana. Per lungo tempo, quasi sette anni, avevo
cercato un'esperienza al di là della salvezza. I miei professori mi
consigliarono di studiare l'inglese, il francese ed il tedesco per
approfondire la mia conoscenza teologica. Però i libri non mi davano
ciò che cercavo... La mia anima cercava qualcosa di più … E nessuno mi
aveva ancora parlato della possibilità né della necessità di purgare
interamente la mia anima, di una santificazione completa della mia
vita.”
Ci volle
una coppia di coniugi che aveva esperimentato il battesimo dello
Spirito Santo in Svizzera per indicare a Del Rosso la necessità di
purificare il cuore, alfine di accedere al rinnovo ed al potere di cui
era assetato. Questa giovane coppia, i Coppini, erano i custodi
dell'edificio della Chiesa Battista, che era stato un antico teatro e
che si trovava dall'altra parte dell'Arno, proprio di fronte alla
scuola valdese. Nell'agosto del 1914, Del Rosso era stato con altri
studenti a una serie di culti speciali tenuti nella chiesa battista.
Fu là che Del Rosso ascoltò il giovane fiorentino e la moglie svizzera
testimoniare di qualcosa ch'egli non aveva.
“Volevo
dire che non era vero,” dice parlando della loro testimonianza della
santità tramite la seconda benedizione, “perché tutto ciò che avevo
udito nei sermoni e nelle preghiere era che noi eravamo dei poveri
peccatori.” Percependo il suo interesse, i Coppini lo invitarono a
casa loro dopo il culto e là rimasero ore (anche durante un pasto)
discutendo passaggio dopo passaggio la Parola di Dio. Per dare un
esempio biblico, i Coppini rappresentavano Aquila e Priscilla per
Alfredo Del Rosso, ed egli era il loro Apollo. Del Rosso racconta ciò
che successe dopo che andò a casa quella sera:
"Andai da solo nella
mia camera presso la scuola biblica. Era una piccola stanza addobbata
con un piccolo scaffale per i libri, un lettino ed un tavolino.
Cominciai a pregare con la Bibbia in mano e non ero rimasto a lungo
nella preghiera quando la luce del Santo Spirito mi dimostrò che
l'obiettivo dell'opera di Cristo era di salvare e di santificare
interamente le anime … e che la mia anima poteva essere interamente
santificata in quel momento dalla fede. Confessai il mio bisogno e
domandai a Dio di purificare interamente il mio cuore. Rinunciai con
gioia al mondo ed ai suoi piaceri per accettare un cuore puro, un
cuore che era santo, riempito dallo Spirito Santo di Cristo. Ricevetti
immediatamente e pienamente ciò che avevo domandato con fede a Dio. Il
Signore operò il maggior miracolo nella mia vita, quello dell'intera
salvezza. Egli mi santificò, mi prese tutto nel Suo seno. Il mio cuore
esultava di gioia e la vita era bellissima e la stessa Firenze mi
apparve come una città nuova.”
Quella
notte, qualcosa successe realmente ad un giovane studente di teologia.
Il giovane Del Rosso posò il suo pacchetto di sigarette per non
riprendelo mai più. Si procurò un paio di libri sulla santità, uno
scritto dal Commissario Samuel Logan Brengle dell'Esercito della
Salvezza e l'altro scritto da William Booth, fondatore dell'Esercito
della Salvezza. Fu in quei libri vecchi di vent'anni che trovò una
spiegazione chiara, lucida e biblica dell'esperienza che aveva avuto
nella sua stanzetta di Via dei Serragli. Quei due libri, assieme alla
Bibbia, sarebbero stati gli unici libri di testo sulla santità che Del
Rosso avrebbe avuto per i suoi futuri trent'anni. "Dopo incontrai i
Nazareni," egli scherzò più tardi, "ed essi mi caricarono veramente
con un sacco di roba."
L'esperienza di questo cambiamento del suo cuore avvenne nell'agosto
del 1914. Malgrado egli non lo sapesse a quel tempo, la giovane Chiesa
del Nazareno era in piena espansione negli Stati Uniti e già mirava
l'Europa. Nella primavera di quello stesso anno, il Soprintendente
generale Nazareno, Edward F. Walker, si era recato in Scozia per
esplorare le possibilità di fusionare la Chiesa del Nazareno con la
Chiesa pentecostale scozzese di George Sharp. A settembre, il
Soprintendente H. F. Reynolds visitò le isole britanniche. Fu
concordato che la fusione sarebbe finalizzata durante l'Assemblea
generale Nazarena l'anno seguente negli Stati Uniti.
Lo
storico Timothy Smith fa un'osservazione interessante a riguardo di un
importante risultato dell'unione fra la Chiesa americana del Nazareno
e la Chiesa pentecostale scozzese. Smith scrisse: "In questa fusione,
fu concepita la visione di una comunione santa internazionale."
Bisognò aspettare ancora trent'anni prima che questa visione si
realizzasse in modo da includere l'Italia, È peraltro interessante, e
forse anche significativo, di notare che Del Rosso fu salvato lo
stesso anno che iniziò la fusione per creare negli Stati Uniti la
Chiesa del Nazareno e ch'egli fu santificato lo stesso anno che la
fusione fra le due sponde dell'Atlantico fece nascere "la visione di
una comunione internazionale di santità."
Quasi
nello stesso tempo, una ragazza adolescente di un gruppo battista di
giovani veniva santificata interamente. Nata in una famiglia cattolica
romana di Firenze nel 1968, Niny Batacchi fu attirata all'età di otto
anni nella Chiesa valdese di Firenze tramite un programma natalizio.
Qualche tempo dopo, Niny cominciò a frequentare la Chiesa battista. Si
convertì nel 1913 all'età di sedici anni. L'anno seguente, il 1914, fu
anche un anno capitale per Niny che fu santificata sotto l'inflluenza
dei Coppini. La sua storia è la seguente: "Avevamo pregato circa due
ore: un gruppo di giovani della Chiesa battista, il Pastore con sua
moglie, e due studenti del Seminario valdese di Teologia, di cui uno
di loro divenne poi il mio sposo. Ero la sola ragazza. Come potrei
dimenticare quella sera, quell'ora, quell'istante in cui Dio parlò al
mio cuore in modo così speciale? Potevo vedere tutta la bruttezza del
mio cuore… Allora udii una voce che mi diceva insistentemente,
Aspetta, ti ho toccata: la tua iniquità è spazzata via ed i tuoi
peccati ti sono rimessi.'"
Dopo
l'esperienza della sua propria santificazione, Alfredo ritornò alla
Scuola biblica e cominciò a testimoniare di ciò che gli era avvenuto
ai suoi professori e agli altri studenti. La loro reazione fu che
Alfredo Del Rosso era diventato completamente matto. Dopo tutto, era
sempre stato un poco eccentrico. Questo "Pentecostalismo," come lo
chiamavano, sembrava tuttavia un po' troppo. Fra i membri della
Facoltà, si cominciò pure a dire di non lasciar prendere il diploma a
Alfredo Del Rosso. Alfredo disse loro: "Ebbene, non sono sicuro che
genere di etichetta mi volete mettere addosso. Ma se ciò che ho è
Pentecostalismo, allora suppongo che debba essere un Pentecostale."
Ciò che
storicamente era stato un termine prettamente neutro – Pentecostale –
era ora rapidamente associato esclusivamente con quei gruppi di
persone che promuovevano il parlare nelle lingue (glossolalia or
ecstatic utterances) come "prova" del battesimo dello Spirito Santo.
In realtà, a quel momento negli Stati Uniti era questione nella Chiesa
pentecostale del Nazareno di sbarazzarsi dell'aggettivo ‘pentecostale'
perché suscitava troppa incomprensione (era stato aggiunto alla
fusione nel 1907 e sarebbe stato tolto per decisione dell'Assemblea
generale nel 1919).
Lo
studio e l'amore di Del Rosso per le lingue cominciò qui, nella scuola
valdese. In più dell'inglese, del francese e del tedesco, gli era
richiesto d'imparare un poco di ebreo e di greco, come parte del corso
di due anni alla scuola. Col passar del tempo, Del Rosso imparò anche
il latino, l'arabo, lo spagnolo, il danese, il norvegese, lo svedese,
il croato ed anche l'esperanto. (che era stato creato con l'intento
ch'esso divenisse una nuova lingua universale). A causa del suo
interesse e della sua facilità per le lingue, Del Rosso diventerà poi
un predicatore ed un interprete in quattro lingue: l'italiano,
l'inglese, il francese ed il tedesco. La scuola valdese fornì a Del
Rosso pure una introduzione alla dattilografia e alla stenografia e
qualche nozione di musica. Il talento ereditato da suo padre gli
permise di suonare il mandolino, la chitarra, il violino, il piano,
l'organo e la fisarmonica.
Questo
dono musicale gli permise, più di 30 anni dopo, di sviluppare degli
inni distinti per l'opera Nazarena nascente in Italia.
Dopo
aver terminato la scuola biblica nel 1914 (la facoltà gli rilasciò un
diploma), Del Rosso fu nominato pastore della communità di Follonica,
una città situata sulla costa ovest dell'Italia, al sud di Pisa. Egli
aveva già fatto qualche supplenza come predicatore a Follonica, ma non
aveva mai assunto la carica di pastore della communità. Le prime
battaglie di quella che sarebbe poi chiamata la Prima guerra mondiale
cominciarono in Europa nel mese di luglio del 1914. Durante il primo
mese delle ostilità, l'Italia si dichiarò neutra. Come le battaglie si
intensificavano nell'Italia del nord, il governo italiano ordinò la
mobilizzazione preventiva. Del Rosso fu richiamato al servizio attivo.
Dopo essere stato richiamato sotto le armi, Del Rosso ricevette un
permesso e fu inviato a casa in attesa di futuri sviluppi. Non poteva
accettare alcuna nomina permanente come quella di pastore di una
chiesa, ma tramite i suoi contatti valdesi, egli fu accettato come
venditore di libri e di bibbie dalla Società Biblica Britannica e
Forestiera. Mentre aspettava di vedere quello che succederebbe con la
guerra, cominciò a viaggiare a bicicletta attraverso l'Italia centrale
vendendo bibbie e libri religiosi sulle piazze pubbliche. Questo
lavoro nelle provincie o nelle regioni del Lazio (dove si trova Roma)
e della Toscana (dove si trovano Firenze, Pisa e Siena) non andò senza
incontrare qualche opposizione. I Protestanti erano una piccola
minorità in Italia e si scontravano spesso a un antagonismo aperto da
parte della maggioranza cattolica romana. Del Rosso raccontava al
soggetto un episodio commovente:
"Mi ricordo che
parlavo nella piazza del centro di Capranica (al nord di Roma),
predicando a circa duecento donne. Esse ascoltavano attentamente
mentre spiegavo diversi passaggi delle scritture. Ne vidi pure
qualcuna asciugarsi le lacrime. Comprarono delle parti delle
scritture, promettendo di parlarne ai loro uomini quando sarebbero
ritornati dal lavoro dei campi. Ma proprio in quel momento, il prete
cattolico arrivò e cominciò a far circolare la voce, È un Protestante.
Buttatelo fuori'; ed incitò le donne, che si volsero verso di me e
cominciarono a minacciarmi.
Vedendo
che era impossibile di continuare a vendere libri e bibbie, raccolsi
tutto il materiale e mi avviai verso l'albergo. Ma fui seguito dalla
folla infuriata e aizzata contro di me da quel prete fanatico.
Passammo davanti a un fruttivendolo e queste donne infuriate presero
ogni specie di frutta e legumi e cominciarono a buttarmele addosso.
Malgrado tutto, ce la feci ad arrivare all'albergo, ma la folla
circondò il piccolo edificio.
Nella mia camera al secondo piano, mi gettai in ginocchio e cominciai
a pregare e all'improvviso tutto si calmò fuori. Lanciai uno sguardo
dalla finestra … e la strada era vuota. Dio aveva salvato la mia vita
per puro miracolo. Infatti, in quello stesso momento, dei camion pieni
di militari in congedo erano arrivati e la gente mi aveva lasciato per
andare a festeggiare."
Quella
sera, Del Rosso uscì dall'albergo senza essere visto e si diresse a
piedi verso la stazione che si trovava a due kilometri per tornare in
treno a Siena.
A un
certo punto, degli Italiani influenti cominciarono a pensare che la
posizione neutra del loro paese nella guerra non era la più pro
fittabile per gli interessi a lungo termine dell'Italia. Immaginarono
il prestigio e un più vasto territorio che una guerra vittoriosa
potrebbero portare alla loro patria da poco riunita. Così, nell'aprile
del 1915, senza consultare il Parlamento o la pubblica opinione
(entrambi i quali chiaramente preferivano la neutralità) il Primo
ministro italiano Antonio Salandro concluse il trattato segreto di
Londra. Con questo, l'Italia combatteva al fianco dell'Inghilterra e
della Francia, contro i suoi precedenti amici, la Germania e
l'Austria. Tre settimane dopo, la Germania andò in guerra contro la
Russia. L'Italia entrava nella Prima guerra mondiale come uno dei
poteri alleati. Il 23 maggio, un venditore ambulante di bibbie
dell'Italia centrale era diventato un caporale nel 87esimo reggimento
italiano al fronte Austro-Ungherese. La contribuzione più importante
dell'Italia in questa guerra era di tenere occupato l'esercito tedesco
nella zona montagnosa della frontiera fra l'Italia e l'Austria. Il
combattimento fu aspro. Un sacco di gente, militari e civili, morirono
e furono distrutti edifici, ferrovie e ponti. Per quasi 39 mesi
consecutivi, Del Rosso fu in quella mischia al fronte. A causa delle
sue capacità intrinsiche e della grande mortalità fra i soldati, Del
Rosso fu rapidamente promosso. Nel 1916, diventò un ufficiale cadetto.
Un mese dopo, fu promosso sottotenente. Nell'ottobre di quell'anno,
partecipò a una battaglia in cui i due terzi dei suoi commilitoni
italiani furono uccisi. Assegnato al Ventiduesimo reggimento, nove
mesi dopo egli si ritrovò promosso luogotenente. Durante quei lunghi
mesi di intensi bombardamenti, Del Rosso mantenne la ferma credenza
che il Signore, che l'aveva chiamato per assumere il ministero, gli
avrebbe permesso di tornare a casa sano e salvo. Fu ferito due volte,
una volta alla testa da una granata a mano e una seconda alla mano
destra dalla fiamma di un fuso. Ci fu un'epidemia di colera nel suo
battaglione che fu messo in quarantina per un mese. "Vidi morire
ufficiali e soldati nella mia sezione e nel mio dormitorio” ci dice,
"ma il Signore mi salvò miracolosamente da quella malattia
contagiosa." Come una piccola contribuzione all'opera del Regno di Dio
mentre era al fronte, egli mandò la sua paga alla famiglia Coppini da
utilizzare per spargere la Parola. Il 15 aprile 1917, il Congresso
americano dichiarò la guerra alla Germania e prima della firma
dell'armistizio un anno e mezzo dopo, due milioni di soldati americani
arrivarono al fronte francese.
Sarà
proprio tramite un'invasione simile di GL americani che Del Rosso
prenderà contatto con la Chiesa del Nazareno. Ma la realizzazione di
questa storia dovrà aspettare fino alla Seconda guerra mondiale e
all'invasione dell'Italia, che allora combatté al fianco della
Germania invece che con i suoi avversari.
A un
certo punto, durante il suo servizio sul fronte austriaco, Del Rosso
fu sospettato di essere una spia. Il suo comandante generale aveva
ricevuto un rapporto inquietante sulla corrispondenza di Del Rosso con
persone di un paese straniero. Un cappellano cattolico troppo zelante
aveva notato strane parole, che risuonavano quasi come un codice, tali
"Maranatha" e "Hallelujah" sulle cartoline postali inviate da Del
Rosso alla famiglia Coppini che viveva in quei tempi in Svizzera.
Turbato da ciò che potevano essere delle comunicazioni indirizzate al
nemico, il cappellano rapportò i suoi sospetti al generale. Del Rosso
fu convocato. Sorpreso dall'accusa di tradimento, e poi divertito da
essa, Del Rosso spiegò al generale cosa quelle parole significassero e
continuò con la sua testimonianza personale. Il generale si alzò,
strinse la mano di Del Rosso e gli disse di sentirsi libero non solo
di scrivere quelle parole sulle cartoline postali, ma anche di
condividere la sua testimonianza con gli ufficiali e gli uomini della
brigata.
Nel
1918, quando la guerra tirava verso la fine, Del Rosso fu promosso
capitano. Questa promozione gli portò anche un benvenuto cambiamento
inviandolo lontano dal fronte. Fu incaricato di sorvegliare una
compagnia di prigionieri iugoslavi a qualche distanza dal fronte.
Mentre
serviva lì, durante uno dei suoi brevi permessi, si sposò con la
ventenne Nina Batacchi, la stessa ragazza battista di Firenze per la
quale aveva pregato nel 1914. L'attivismo di Niny nella Chiesa
battista le aveva attirato l'opposizione e la derisione della sua
famiglia, ma Niny era rimasta fedele alla sua fede. Allorché Alfredo
ed essa avevano due personalità diverse, sicuramente essi si
complementavo l'un l'altro. Quello stesso anno, la madre di Alfredo
morì. Nell'autunno, gli Italiani vinsero l'esercito degli Hapsburg a
Vittorio Veneto e subito dopo ci fu l'armistizio dell'11 Novembre.
Durante quei tre anni, che uno scrittore italiano ha definito "il
suicidio dell'Europa," Del Rosso ricevette due medaglie: la Croce di
Guerra e l'Elogio del Re. Con la fine della guerra, Del Rosso fu messo
nella riserva permanente dove rimase fino al suo richiamo sotto le
armi nel 1941, al principio della Seconda guerra mondiale.
Del
Rosso cominciò a cercare un modo di entrare nel ministerio attivo. I
Valdesi, già sul declinio, avevano grandi difficoltà finanziarie.
Così, la stessa chiesa di Del Rosso non aveva un posto per un giovane
pastore come lui. I Battisti invitarono i giovani sposi a mettersi con
loro. Del Rosso ci dice: "Il presidente dell'unione mi domandò se io
volessi accettare un posto di pastore in una delle loro chiese di
Roma. Io risposi loro che ero stato chiamato a predicare la Parola del
Signore. Accettai il posto perché la chiesa mi promise di accordarmi
la libertà di predicare la piena salvezza." Però, diventò presto
chiaro che la missione battista scozzese non aveva la più pallida idea
di quel che Del Rosso voleva dire quando aveva richiesto "la libertà
di predicare liberamente la piena salvezza."
Niny e
Alfredo Del Rosso traslocarono a Roma dove Alfredo fu ordinato al
ministerio da una chiesa battista locale. Quasi subito dopo, la sua
predica della piena salvezza e della vita santa cominciarono a
creargli problemi nel suo nuovo incarico. Egli ebbe una discussione
con la moglie del presidente dell'Unione battista durante la quale
essa insistì affermando che noi possiamo essere salvati dai "nostri
peccati, ma non dal nostro peccato." Del Rosso rispose impetuosamente
che non era d'accordo. Poiché il presidente stesso fumava, non passò
molto tempo prima che i due uomini avessero qualche divergenza al
riguardo di ciò che Del Rosso denunciava come abitudini mondane e
vizi. Le autorità battiste persuasero Del Rosso di accettare un
trasferimento in un'altra chiesa. Essi pensarono che forse la chiesa
dove era stato nominato era troppo vecchia con tradizioni familiari
radicate da troppo tempo per rispondere favorabilmente al suo genere
di predica. Così, i capi della chiesa battista domandarono a Del Rosso
di trasferirsi in una chiesa situata a Trastevere, una zona più povera
vicino alla città del Vaticano. Questo è un quartiere popoloso e la
gente che ci vive si definisce come i più Romani di Roma. Ma anche lì,
all'ombra della Basilica di San Pietro, il calore generato dai bolidi
di questo giovane predicatore era ancora troppo per essere accettato
dai dirigenti della chiesa battista.
Fu
così che nel 1921 Alfredo Del Rosso fu trasferito con la moglie ed il
figlio di due anni nella città marittima di Civitavecchia a circa 60
km al sud di Roma.
Al
principio degli anni 1920, l'Italia stava traversando delle
perturbazioni sociali e politiche. Il Partito comunista italiano era
nato lo stesso anno nell'Italia del Nord allorché Del Rosso aveva
traslocato a Civitavecchia. La nascita di questo nuovo movimento era
stata accompagnata da conflitti sanguinosi fra operai e polizia. Il
movimento fascista capeggiato da Mussolini si era trasformato in un
partito politico e, nel 1922, riuscì ad impadronirsi del governo. Fu
in mezzo a tutto questo trambusto che il rinnovo della fede ebbe luogo
nella comunità di Civitavecchia sotto la guida di Del Rosso. Nel
periodo di cinque anni in cui i Del Rosso restarono a Civitavecchia,
essi battezzarono più di cento persone, e la congregazione costruì una
bella casa pastorale per rimpiazzare la casa di una stanza che aveva
accolto i Del Rosso al loro arrivo nel 1921.
Nel
1924, Pio Boccini, un battista di Roma che lavorava per le ferrovie,
rimase intrigato da ciò ch'egli aveva udito su Del Rosso ed il suo
ministerio a Civitavecchia. Così, Pio Boccini vi si recò apposta per
vedere Del Rosso. Boccini fu così impressionato che ci ritornò nel
1925 per essere presente all'inaugurazione della nuova chiesa di
Civitavecchia. Da allora, una grande amicizia legò i due uomini e durò
fino alla morte di Pio nel 1975 a Roma.
Anche
a Civitavecchia, l'accento messo da Del Rosso sul modo di vivere
santamente disturbava molti dei vecchi parrocchiani della chiesa. Il
risveglio? Certo! Nuove conversioni? Senz'altro, ma vivere santamente
era un tutt'altro affare. Per esempio, Del Rosso insisteva che le
feste di matrimonio non si terminassero con balli di ubriaconi. Ed i
diaconi pensavano che nessun pastore avesse il diritto di insistere su
questo punto. Dopo tutto, non viviamo noi di sola fede e non di
lavoro? Arrivati al 1926, certi vecchi parrocchiani della chiesa
locale non ne potevano più. Fecero appello alla sede sociale
dell'Unione battista per richiedere che fosse fatto un esame della
dottrina del loro pastore. Non potevano metterlo fuori basandosi sul
fatto ch'egli era contro il fumo, l'alcool e il ballo, malgrado ciò
fosse proprio il punto della controversia. Il solo terreno legittimo
sul quale potevano attaccare il Pastor Del Rosso era d'ordine
dottrinale. Infatti, qualche membro della Chiesa battista pensava che
le sue prediche sul battesimo tramite il Santo Spirito come un'azione
necessaria alla rigenerazione rilevassero dalla dottrina
dell'Assemblea Pentecostale di Dio, una denominazione che era entrata
a Roma e nell'Italia meridionale nel 1908.
Detto
fatto, vennero a Civitavecchia dei capi ecclesiastici battisti. Non
era quello un tempo di tolleranza fuori dalla chiesa. Sulla scena
politica, tutti i partiti politici a parte i fascisti erano stati
soppressi. I giornali che rifiutavano di seguire le direttive del
partito erano stati chiusi. La cultura dell'intolleranza faceva la
vita dura a chiunque avesse opinioni divergenti da quelle
dell'autorità regnante, tanto nel campo religioso che politico.
Dopo
essersi intrattenuti con Del Rosso e con i membri della sua chiesa, i
capi battisti decisero che Del Rosso credeva e predicava molto di più
di ciò che un buon discendente spirituale di John Calvin avrebbe
dovuto. Riconobbero che egli si era servito del Santo Spirito per
portare il risveglio in tutte le chiese battiste in cui aveva
esercitato il suo pastorato. Ciò nonostante, avendo il sentimento
ch'egli si sentirebbe più a suo agio in qualche chiesa pentecostale (e
essi si sarebbero certamente sentiti più a loro agio sapendolo là),
gli consigliarono di dare le sue dimissioni e di andare a riempire la
sua missione altrove. A quel punto, né lui né le autorità battiste
conoscevano la nuova Chiesa del Nazareno che pur essendo sorta da poco
negli Stati Uniti, contava già 63,000 membri. Così, essi non poterono
raccomandare a Del Rosso di porre la sua candidatura presso i
Nazareni. Ciò poteva pure non avere avuto nessuna importanza, se ne
fossero stati al corrente.
Nel
1926, l'opera missionaria della Chiesa del Nazareno all'estero era in
crisi. Le risorse della denominazione erano state gestite male. Mentre
alcuni nuovi paesi erano entrati a farne parte all'inizio del 1926,
arrivati alla fine dell'anno il preventivo operativo delle missioni
aveva dovuto essere tagliato di un terzo. Ventinove missionari erano
stati richiamati (su un personale totale di circa 90). Così, anche se
a questo punto ci fosse stato un contatto fra Del Rosso e i Nazareni,
nessun aiuto finanziario avrebbe potuto essere concesso anche a un
“pastore nazionale”. Certo, nessun missionario nazareno avrebbe potuto
essere inviato in Italia per ancora molto tempo. Secondo la
Provvidenza divina, il contatto fra questo giovane predicatore e i
Nazareni dovrebbe farsi più avanti ed in tempi più propizi. . . .
3. Fuori sotto le stelle
Alfredo Del Rosso dovette affrontare una decisione simile a quella
alla quale erano stati confrontati molti fra i predicatori della
santità negli Stati Uniti una ventina d'anni prima. Quando quei
predicatori americani si trovarono fuori dalle chiese esistenti perché
predicavano l'intera santificazione, dissero che furono obbligati di
“andare fuori sotto le stelle”. Si riferivano al fatto che essi non
predicavano più a delle assemblee di congregazioni stabilite in
edifici episcopali.
In
Italia, Alfredo Del Rosso si ritrovò in una situazione simile. Poteva
restare nella chiesa battista di Civitavecchia ed avere l'alloggio per
la sua famiglia, un salario regolare, e un posto dove riempire il suo
ministerio. Ma per fare ciò avrebbe dovuto cambattere il modo in cui
egli spiegava la sua propria esperienza religiosa così come il
contenuto teologico delle sue prediche sulla vita cristiana.
Una
notte a un'ora avanzata, Del Rosso e sua moglie discutevano della
decisione che dovevano prendere. Improvvisamente, il loro figlio
Paolo, che aveva allora sette anni e che dormiva in un angolo della
stanza, si sedette nel suo letto. “Prendete il libro,” disse additando
loro la Bibbia, “e leggete a pagina 242.” Dopo di che, si stese e
continuò a dormire. Stupiti, essi presero la Bibbia e l'aprirono. La
pagina che Paolo aveva loro indicato era il capitolo 18 degli Atti.
Cominciarono a leggere. Il versetto 9 diceva: “Una notte, il Signore
parlò a Paolo in una visione. ‘Non aver paura, continua a parlare, non
stare in silenzio.'” Per Alfredo e Niny fu chiaro che il Signore aveva
parlato tramite il loro bambino. Così, Alfredo Del Rosso dimissionò
come pastore della Chiesa battista di Civitavecchia, dicendo ai suoi
parrocchiani: “Anche se dovessi stare da solo in questa città a
predicare la santificazione tramite la fede, lo farò, tanto sono
sicuro della vittoria.”
Cominciò a prendere delle misure per inviare sua moglie con i bambini
a vivere in casa di parenti al Nord di Firenze, ma Niny vi si oppose:
“No, siamo in questa situazione assieme.” Il rumore di ciò che
succedeva ai Del Rosso si era sparso ed aveva raggiunto il conduttore
ferroviario Pio Boccini. Questo così dice, "Ho sentito che Del Rosso
si faceva mettere fuori dalla chiesa perché predicava contro una vita
mondana e ne sono rimasto scosso. Come mai? Perché mettere fuori dalla
chiesa un uomo così buono? Non sapevo cosa fare."
Ce
n'erano altri ugualmente scossi che Pio Boccini. Così, quando Del
Rosso dimissionò come pastore, non lasciò la chiesa di Civitavecchia
da solo. Dopo la sua dimissione, cinquanta membri della communità
fecero sapere che se ne andavano con lui. Il cambiamento si fece poco
a poco. Passò quasi un mese prima che i Del Rosso potessero traslocare
fuori dalla parrocchia. Visto che la Chiesa era in ritardo di un mese
nel pagamento del suo salario, Del Rosso non aveva i soldi necessari
per affittare una casa per sua moglie, suo figlio e la bambina che era
appena nata. Finalmente, fu pagato e la famiglia lasciò la loro nuova
residenza parrocchiale per andare ad abitare in un appartamentino di
due stanze. In quell'appartamento esiguo, Del Rosso cominciò a tenere
delle riunioni di preghiera e di studio della Bibbia per la gente che
aveva lasciato la chiesa battista con loro. Per aiutare la famiglia
Del Rosso, quella gente cominciò a portar loro cibo (un'abitudine
veramente nazarena questa, anche se non erano Nazareni!) Stranamente,
la divisione della chiesa di Civitavecchia non provocò dei sentimenti
amari o negativi. Mentre i Battisti erano persuasi che Del Rosso
doveva lasciare la chiesa per ragioni dottrinali al riguardo della
vita e dell'esperienza cristiane, anni dopo sarebbe stato ricordato
con affetto anche dai membri che restarono Battisti. Verso la fine
della sua vita, il suo ministerio a Civitavecchia sarebbe stato
ricordato dalle autorità dell'Unione battista come uno degli episodi
di grande spiritualità della communità. E difatti, dopo la seconda
guerra mondiale (quasi vent'anni dopo aver lasciato la chiesa di
Civitavecchia) l'Unione battista offrì ad Alfredo Del Rosso un altro
pastorato.
Malgrado il fatto che i Del Rosso potevano contare su qualche famiglia
che aveva lasciato la chiesa per solidarietà con loro, i primi mesi
dopo la dimissione di Alfredo furono difficili dal lato finanziario.
Anche prima della divisione, la chiesa di Civitavecchia non era
finanziariamente autonoma.
Qualche tempo
dopo, una lettera impostata in Danimarca arrivò a casa dei Del Rosso.
Dentro la busta c'erano 50 corone danesi (l'equivalente di circa 250$,
che all'epoca costituivano una somma importante) e una lettera di una
signora che aveva incontrato Del Rosso quando era pastore a Roma. Si
era sbrigata di scrivergli inviandogli dei soldi - il primo dono di
molti altri che essa gli manderebbe nel corso degli anni. Nella
lettera, essa diceva: “Se giammai Lei avesse bisogno di aiuto, La
prego di non esitare a fare appello a me. Mi faccia sapere se avesse
bisogno di qualsiasi cosa.” Nella corrispondenza che seguì, Alfredo
spiegò la sua situazione attuale e ciò che era successo per arrivare a
quel punto. Questa signora era membro della Chiesa apostolica, una
denominazione che prendeva radice da un risveglio che aveva avuto
luogo in Gallia (Inghilterra) nel 1904-05. Poiché le sembrava che Del
Rosso si trovasse teologicamente molto vicino alla Chiesa apostolica,
lo mise in contatto con i capi della chiesa in Inghilterra. In quel
momento, la Chiesa apostolica era pronta ad entrare in Italia.
Difatti, quello stesso anno, il 1927, una delegazione di pastori
britannici si recò in Italia per studiare la situazione e prese
contatto con Del Rosso. Sembrava a Del Rosso che la loro dottrina era
quella che si avvicinava maggiormente a ciò in cui egli credeva.
Malgrado fosse sorpreso da alcune cose che dicevano, la loro calda
assicurazione lo convinse e si giunse a loro. Con l'appoggio della
Chiesa apostolica, Alfredo Del Rosso cominciò dei servizi a Grosseto,
una città a circa 75 km al nord di Civitavecchia. Durante il suo
pastorato presso la Chiesa battista di Civitavecchia, era stato a
Grosseto una volta alla settimana e vi aveva fondato una piccola
communità battista.
Ora, si mise
all'opera per stabilirvene una seconda, ma questa volta una chiesa
apostolica. Un vero e proprio risveglio ebbe luogo. Fu là che Pio
Boccini ricevette l'intera santità nel 1929. Del Rosso iniziò pure
delle riunioni regolari nella casa del Dottor Carlo Padeletti a
Montalcino (un villaggio al Sud di Siena, città dove Del Rosso era
cresciuto). Alle riunioni di Montalcino, che continuarono fino al 1950
sotto la bandiera nazarena, due adolescenti che lavoravano per la
famiglia Padeletti -- Ado Lagomarsino e la sua futura moglie Olga – si
convertirono. Quindici anni più tardi, Ado e Olga Lagomarsino
sarebbero stati la spina dorsale di un nuovo gruppo a Firenze. Non si
dovette aspettare molto, tuttavia, prima che Del Rosso cominciasse a
sospettare che non era poi così vicino dottrinalmente alla Chiesa
apostolica, come lo aveva creduto in principio. I capi di quella
chiesa cominciarono ad insistere che Del Rosso doveva mettere un forte
accento nel suo ministero su ciò ch'essi affermavano essere due doni
dello Spirito: la profezia e il parlare lingue sconosciute per
rivelazione diretta (parlare lingue sconosciute). La santificazione –
una parola-chiave per Del Rosso – era per essi un'esperienza separata
dal battesimo dello Spirito Santo. Ciò non quadrava esattamente con
quello che Del Rosso credeva di essere una dottrina equilibrata
dell'opera dello Spirito Santo nelle scritture.
Al
termine di tre anni, un Inglese dal nome di Evans andò in Italia per
raddrizzare questo predicatore italiano. Evans era uno dei profeti
riconosciuti della Chiesa apostolica ed aveva istruzioni dirette dal
Signore a suo riguardo. Nella Chiesa apostolica era assolutamente
vietato di sfidare la parola di un profeta ecclesiastico, ma Del Rosso
trasgredì questa regola. E così si ritrovò ancora una volta “sotto le
stelle”. Poco dopo, il suo amico Pio Boccini lo seguì fuori dalla
Chiesa apostolica. Anche Pio credeva che la pratica di parlare le
lingue sconosciute non faceva parte delle scritture. Quando Del Rosso
si era separato dottrinalmente dai Battisti, non c'era stata una
ruttura della loro amicizia. E anche questa volta non ci fu ruttura
poiché Del Rosso fu ricordato come “un gran predicatore con un
messaggio chiaro”. Alla celebrazione del
50esimo anniversario della Chiesa apostolica in Italia, Alfredo Del
Rosso fu invitato a Grosseto per essere uno degli oratori al
programma.
La
famiglia Del Rosso si stava moltiplicando in quegli anni. Noemi, la
seconda figlia, era nata nel 1928. Dopo di lei, era nata Lea nel 1930
e un anno più tardi era venuta Maria. Anche con cinque figlioli da
allevare, Del Rosso vide un ministerio indipendente come la sola
alternativa possibile. Iniziò così un'opera chiamata “Missione Santa
Indipendente”. Però, un anno dopo la nascita di Maria, improvvisamente
il futuro si oscurò. Del Rosso prese una polmonite. Questa era una
malattia che, a quei tempi, ne ammazzava uno su tre. Ma Del Rosso fu
miracolosamente guarito.
In quel
momento, il fascismo si fece strada in Italia e prese il potere. Ciò
compromise il ministerio di Del Rosso. Benito Mussolini, un ex editore
stampa, era arrivato al potere nel 1922. Lentamente ma sicuramente,
esso cominciò a cambiare il paese sotto il proprio dominio. Nel
febbraio 1929, questo dittatore (che prima si era dichiarato ateo) si
accaparrò il sostegno della Chiesa cattolica romana con la
negoziazione e la firma dei trattati del Laterano. Mussolini accettò
di dichiarare i 109 acri del Vaticano uno Stato indipendente, per fare
del Cattolicismo romano la religione ufficiale di stato
(sovvenzionandolo regolarmente) e per introdurre l'istruzione
obbligatoria cattolica romana nelle scuole. Concesse anche alla Chiesa
cattolica l'equivalente di due o tre milioni di dollari americani come
risarcimento delle proprietà ecclesiastiche espropriate nella presa di
Roma nel 1870 dal governo italiano. Tramite questo accordo, come disse
un giornalista americano cattolico, "Mussolini aveva fatto di più per
il Vaticano che ogni uomo, ogni ecclesiastico e ogni Papa di tutta la
storia." La persecuzione da parte del governo della piccola minorità
protestante cominciò sin d'allora, come un avvocato italiano scrisse,
“i Protestanti sembravano di essere infettati con il virus della
democrazia.” Una legge del 1931 dette alla polizia il diritto di
interrompere ogni riunione che non aveva ricevuto previamente il
dovuto permesso. Nel 1934, questa persecuzione fu intensificata dal
governo. Otto anni terribili seguirono durante i quali tutti i gruppi
a carattere pentecostale furono soppressi per la “salute mentale e
fisica della razza”. I pastori furono imprigionati o mandati in campi
di concentramento. I credenti dovevano incontrarsi in segreto nelle
grotte, nelle cantine o in case private dietro porte e finestre chiuse
e oscurate. I gruppi di Del Rosso erano classificati nel campo dei
Pentecostali. In conseguenza, le loro riunioni furono proibite,
malgrado egli continuasse a tenere dei culti a Civitavecchia per un
certo tempo, tenendo le riunioni alle cinque del mattino in case e
giorni diversi per sfuggire alle autorità.
A un
certo punto, la persecuzione dei Protestanti divenne così oppressiva
che Del Rosso sentì che era meglio ch'egli lasciasse momentaneamente
il paese. Poiché i Coppini – i suoi amici di Firenze – erano in
Svizzera, andò lì. Quasi subito, si incontrò con dei pentecostali
svizzeri i quali, malgrado non fossero al cento per cento d'accordo
con la dottrina di Del Rosso, cominciarono a aiutarlo finanziariamente
– un aiuto che si protrasse fino alla seconda guerra mondiale. Come la
fama di Del Rosso iniziava a spargersi, egli cominciò a viaggiare
attraverso l'Europa del Nord come predicatore in una campagna di
risveglio. Queste campagne comportavano due o tre culti al giorno e
duravano una o due settimane. Le riunioni erano interamente
evangeliche con invito alla gente di venire all'altare per cercare la
salvezza, la santificazione e la guarigione. In circa sette anni di
questo ministerio, Del Rosso disse di aver visto migliaia di persone
che venivano a pregare all'altare.
Nel modo
in cui li descrisse a degli amici, sembrava fosse già un vero Nazareno
perché, parlando del numero di coloro che andavano all'altare, egli
disse “qualcuno fra di loro per la prima volta.” I suoi viaggi di
predicatore lo portarono nelle maggiori città della Svizzera, nonché a
Parigi, a Londra, a Bristol in Inghilterra e in Gallia. Parlò nei
paesi scandinavi di Danimarca, Norvegia e Svezia. Le sue prediche
erano fatte in quattro lingue: l'inglese, l'italiano, il francese e il
tedesco. Non predicava servendosi di un interprete come molti
evangelisti americani di oggi. I suoi messaggi consistevano in corti
sermoni memorizzati e dati in lingue che Del Rosso non conosceva
veramente. Erano delle vere prediche date in quelle quattro lingue.
Durante quel periodo, tuttavia, Del Rosso dice: “La visione dell'opera
di santità in Italia ardeva nel mio cuore.”
Stava
anche diventando specializzato nella comunicazione interculturale che
gli servirebbe il resto della sua vita. Del Rosso faceva la maggior
parte dei suoi viaggi in treno. I ladri non erano rari durante i
viaggi notturni nei treni europei. Così, Del Rosso divideva i suoi
soldi, mettendoli in tasche diverse, dicendosi: “Ebbene, se mi
vogliono rubare, li lascerò prendere tutto ciò che sta in questa
tasca, ma almeno mi resteranno tre o quattro tasche per me.” Malgrado
non fosse più un giovanotto (aveva la quarantina), Del Rosso era
sempre in movimento, anche quando tornava in Italia. Lo si trovava
spesso a tenere un culto a casa di Pio Boccini a Roma o nella cappella
privata della famiglia Padeletti a Montalcino. Officiò il matrimonio
dei Lagomarsino in quella cappella di Montalcino e nel 1935 quella
giovane coppia traslocò a Firenze dove sarebbero stati pronti, nel
dopo guerra, a aiutare Del Rosso a lanciare la Chiesa del Nazareno in
Italia. A volte, i parenti di quest'uomo apparentemente instancabile
restavano di stucco. Meravigliato, suo nipote diceva di lui: “Vive
come se ci fosse qualcuno accanto a lui per sostenerlo.” Sua moglie,
che doveva fare tutto da sola a casa, aveva delle affermazioni un po'
più terra a terra il giorno che gli disse esasperata “Tutto quel che
sai fare è predicare!” Durante quel periodo, Del Rosso si mise in
contatto con l'Esercito della Salvezza italiano. Questo aveva
cominciato la sua opera in Italia nel 1880, poco dopo la sua creazione
in Inghilterra. Poiché Del Rosso era stato molto influenzato dai libri
dei salutisti e Booth, stava considerando la possibilità di mettersi
con loro. Però l'incaricato dell'opera italiana disse che ciò sarebbe
stato possibile solo se Del Rosso lasciava la sua famiglia a
Civitavecchia e si recava in Inghilterra per seguire dei corsi di
addestramento come ufficiale. Essendo già diplomato della scuola
biblica Valdese, avendo soddisfatto ai requisiti di ordinazione dei
Battisti ed essendo stato pastore della Chiesa battista per otto anni,
avendo aiutato la Chiesa apostolica a stabilirsi e poi lavorato come
un evangelizzatore indipendente, Del Rosso non pensò che questo
particolare sacrificio fosse necessario per riempire la sua missione.
Tutto ciò che precede, più la struttura amministrativa quasi militare
dell'Esercito della Salvezza e quel che gli veniva offerto come
salario per mantenere cinque figli, fecero sì ch'egli rimase
indipendente.
Le
nuvole della guerra avevano cominciato ad oscurare l'Europa
nell'ottobre del 1935 con l'invasione dell'Etiopia da Mussolini, un
invasione appoggiata dalla sua nuova alleata, la Chiesa cattolica
romana. L'anno dopo, Mussolini inviò le truppe italiane a combattere
al fianco del generale Franco nella guerra civile spagnola.
Durante
il Venerdì Santo del 1939, arrabbiato contro Hitler che non lo aveva
prevenuto dell'invasione tedesca della Cecoslovacchia, Mussolini
investì l'Albania. Allarmati dalle azioni espansionistiche dei due
dittatori europei, il presidente americano Franklin Roosevelt fece
direttamente appello ad entrambi. Mussolini gli rispose che "un popolo
virile ha diritto di comandare." Il primo settembre, Hitler attaccò la
Pologna e la Seconda guerra mondiale cominciò. All'inizio, l'Italia
dichiarò di non participare alla guerra iniziata dai nazisti. Però,
nel 1940 Mussolini ebbe paura che se restava al di fuori e se non si
metteva dalla parte dei Tedeschi, non avrebbe avuto poi diritto alla
sua parte del bottino di guerra. Egli disse al suo consiglio fascista
che la guerra in Europa sarebbe finita in un anno e che aveva bisogno
di qualche migliaia di morti per aver diritto a un posto alla tavola
della pace quale uno dei belligeranti. Mussolini provava pure un odio
speciale per l'Inghilterra assieme ai punti che, egli pensava,
l'Italia doveva regolare con la Francia. Vedendo qui l'occasione di
pareggiare con questi due paesi, nel mese di giugno del 1940,
Mussolini dichiarò guerra alla Francia e all'Inghilterra in un
annuncio pubblico dal balcone di Palazzo Venezia a Roma. Mussolini si
era sbagliato perché a settembre dell'anno dopo, nessuna tavola della
pace era in vista. Le forze armate di Mussolini stavano recandosi in
Africa del Nord. E non c'era nessuna parte di torta per gli Italiani.
Quando
l'Italia si mobilizzò per quella che sembrava una rapida vittoria
quasi indolore, il partito fascista propose al capitano Del Rosso,
riservista da quasi mezzo secolo, d'indossare l'uniforme delle camicie
nere fasciste. Del Rosso declinò, preferendo invece aspettare di
arruolarsi con l'esercito regolare, ciò che si realizzò nel 1941. A
Del Rosso fu dato il comando di una compagnia di soldati ai quali
incombeva la responsabilità di sorvegliare la costa della Calabria (la
punta meridionale dello Stivale italiano). Quale ufficiale, Del Rosso
era un precursore del suo tempo nel modo di trattare i suoi uomini.
Egli li considerava come degli esseri umani e non come delle macchine
… ed agiva così nell'esercito di un dittatore! L'abilità di Del Rosso
a trattare con i suoi soldati non passò inosservata e dopo poco tempo
egli fu promosso maggiore. Assieme alla promozione, gli fu dato un
corto congedo per tornare a casa e visitare la famiglia.
Oltre a rivedere
moglie e figli a Civitavecchia,
egli
prese il tempo di andare a Empoli, presso Firenze, per visitare suo
fratello e la sua famiglia. Suo nipote Raffaello venne ad accoglierlo
alla stazione. Mentre stavano uscendo dalla stazione, Del Rosso e suo
nipote passarono accanto al Commissario di polizia fascista locale.
Visto che Del Rosso indossava l'uniforme di un alto rango
dell'esercito, il commissario lo salutò, ma con un'espressione
piuttosto stupita. Quella sera, il commissario di polizia mandò a
chiamare Raffaello e, quando questi arrivò nel suo ufficio, gli
domandò: “Chi era quell'ufficiale che ti accompagnava alla stazione?”
Raffaello gli rispose: “Era mio zio, Alfredo Del Rosso.” Il
commissario allora borbottò: “Oh, no! Sono stato io a fargli chiudere
la sua chiesa evangelica a Civitavecchia qualche anno fà.” Temendo che
Del Rosso potesse usare il suo alto rango militare per vendicarsi di
lui, il commissario di polizia inviò a Del Rosso un messaggio
domandandogli se poteva trovare un po' di tempo per andarlo a trovare.
Quando
Del Rosso si recò al suo ufficio, il commissario si scusò con parole
velate per il modo in cui egli ed il suo gruppo di fedeli erano stati
trattati qualche anno prima. Ciò che il commissario non sapeva era che
non avrebbe dovuto prendersela affatto. Infatti, Del Rosso non se lo
ricordava per niente.
Le forze
imperiali giapponesi attaccarono il territorio americano di Pearl
Harbour il 7 dicembre 1941. Gli Americani dichiararono la guerra al
Giappone. Quattro giorni dopo, l'Italia e la Germania emisero assieme
una dichiarazione di guerra contro gli Stati Uniti, un'azione che
avrebbe portato dei giovani nazareni nei dintorni di Firenze e nella
residenza temporanea della famiglia Del Rosso. Con l'entrata in guerra
delle forze americane, il sogno di Mussolini di un nuovo impero romano
cominciò ad andare a monte. Sotto la direzione del generale Dwight
Eisenhower, la Ottava armata inglese e la Settima armata americana
invasero la Sicilia nel luglio del 1943. A causa delle pressioni
esercitate in maggio dagli arresi italiani in Africa del Nord,
l'invasione della Sicilia all'inizio di luglio eppoi le incursioni
aeree alleate su Roma stessa il 19 luglio, il re d'Italia obbligò
Mussolini a dimissionare. Questi fu arrestato il 25 luglio 1943, e tre
giorni dopo il partito fascista fu dissolto.
Quasi
contemporaneamente, Del Rosso contrasse la malaria in Calabria e
ricevette un permesso di convalescenza. Durante il suo viaggio di
ritorno a casa, egli si preoccupava per la sua famiglia. Aveva udito
che i bombardamenti degli Alleati erano già cominciati a Civitavecchia
per distruggere il porto e la ferrovia. Quando arrivò, la sua casa era
ancora intatta, ma la sua famiglia non c'era. Si recò allora a Firenze
dalla famiglia di sua moglie per domandar loro se ne sapessero
qualcosa. Suo figlio Paolo era nell'esercito. Trovò moglie e figli a
casa di sua cognata, che si trovava nella stessa via della Chiesa
battista a Firenze.
Il 3
settembre, le forze alleate attraversarono lo stretto di Messina ed
approdarono in Italia. Ciò che restava dell'esercito italiano cominciò
a crollare. Il 5 settembre, il governo provvisorio italiano firmò un
armistizio con gli alleati. Il giorno dopo, la 5a armata americana
diretta dal generale Mark Clark sbarcò a Salerno, al sud di Napoli.
Fra gli invasori, c'era un giovane esperto delle comunicazioni
chiamato Bob Shultz, un credente rinato il cui destino incrocerebbe un
anno dopo quello di Del Rosso, quando il suo battaglione stava
combattendo verso il Nord dell'Italia.
Rendendosi conto che il loro perimetro di difesa nella loro fortezza
dell'Europa meridionale si stava rompendo, i nazisti inviarono truppe
di rinforzo al Sud per affrontare le forze alleate. Nel periodo di
qualche giorno, i Tedeschi si erano trasformati da alleati degli
Italiani in forze nemiche di occupazione. L'invasione dell'Italia
dall'esercito tedesco impedì per un anno agli alleati di arrivare a
Firenze. Qualche battaglione dell'esercito italiano si mise dalla
parte dei nazisti (incluso quello di Paolo, il figlio di Del Rosso).
Le forze italiane che si trovavano nelle zone liberate dagli alleati
si sbandarono e i soldati tornarono a casa loro. I battaglioni
italiani ancora nei territori occupati dai Tedeschi, che non si
unirono volontariamente ai nazisti, furono spesso inviati a lavorare
nelle officine di munizioni in Germania.
Del
Rosso si trovò in questa terza categoria di battaglioni in territorio
occupato dai Tedeschi. A causa delle sue conoscenze linguistiche, Del
Rosso fu presto scelto dai nazisti come interprete. La sua famiglia
temeva che fosse mandato in Germania. E non passò molto tempo ch'egli
stesso avesse gli stessi timori. Così, un giorno che si trovava in un
treno, si tolse semplicemente l'uniforme, indossò abiti civili.e
sgattolaiò a Firenze per vivere in seno alla sua famiglia. Finché i
Tedeschi occuparono la regione, egli si trovò in grande pericolo. È
per questo che la presenza di Alredo Del Rosso a Firenze rimase
segreta. Ed infatti, poco dopo la liberazione di Firenze nell'agosto
del 1944, Raffaello venne da Empoli a Firenze per consolare la
famiglia della perdita di Del Rosso. Quale non fu la sua sorpresa
quando lo incontrò in persona a Firenze. “Il Signore non mi ha
dimenticato” disse esultando Alfredo a suo nipote che non credeva ai
suoi occhi. La notizia arrivò a Del Rosso da Civitavecchia che durante
i combattimenti in quella città, la loro casa era stata occupata e che
tutto era stato rubato. Per colmo, quando l'infanteria americana era
arrivata a Civitavecchia, aveva utilizzato i libri della biblioteca di
Del Rosso per alimentare fuochi di campo. La distruzione della loro
casa fu un colpo duro per Niny che ne era stata così fiera. Nel corso
del tempo, essa l'aveva arredata con gusto. Ora, aveva perso tutto.
Però, Niny prese la cosa con filosofia, facendo sue le parole di
Giobbe per spiegare la situazione alle sue figlie adolescenti: “Il
Signore ha dato ed il Signore ha ripreso, che il nome del Signore sia
lodato.” (Giobbe 1.21)
In fin
dei conti, questa perdita aveva il suo buon lato perché i Del Rosso
non ebbero più bisogno di ritornare a Civitavecchia dopo che la
battaglia passò da Firenze. Nella primavera del 1944, la famiglia Del
Rosso lasciò la casa della sorella di Niny per andare a stabilirsi
nelle montagne vicino a Pistoia al Nord-Ovest di Firenze. Poco tempo
dopo, i loro vecchi amici Coppini offrirono loro di andare a vivere in
una casa che possedevano a Firenze sulla riva sud dell'Arno. Così, i
Del Rosso vi si trasferirono, nonostante il fatto che sarebbero stati
forzati ancora di partire quando la battaglia raggiunse Firenze in
agosto. Durante il mese in cui durarono gli scontri fra Tedeschi e
forze alleate a Firenze, la famiglia Del Rosso visse in una casetta in
campagna. Nei lunghi mesi della lenta ritirata tedesca dalla Penisola,
nel corso dei fitti bombardamenti di Civitavecchia dagli alleati, e
durante i combattimenti serrati al centro e nei dintorni di Firenze,
solo un membro della famiglia Del Rosso fu ferito. Poco prima che i
Del Rosso andassero a rifugiarsi in quella casetta in campagna nel
mese di agosto, Noemi restò ferita da una granata che era esplosa nel
loro giardino dietro casa.
Fino a
quando i combattimenti non raggiunsero Firenze, la città storica era
stata listata come “aperta” o “bianca” dal comando supremo nazzista.
Dopo, quando gli affronti raggiunsero la zona, i Tedeschi decisero di
fare un fronte di resistenza contro l'ottava armata inglese proprio
nel centro di Firenze. Avrebbero utilizzato il fiume Arno come la loro
maggiore linea di difesa. Malgrado la supplica dei cittadini più
influenti e l'intervento del console svizzero, il 4 agosto 1944, gli
esperti balistici tedeschi devastarono il centro della città. Di tutti
i ponti storici sull'Arno, solo il Ponte Vecchio fu risparmiato e le
vie che vi menavano furono ridotte in poltiglia su un raggio di 200
metri (yards). La centrale elettrica, le canalizzazioni e i sistemi di
comunicazione furono distrutti, malgrado i tentativi dei partigiani
italiani di prevenire i danni delle maggiori infrastrutture. Gli
alleati rifiutarono di essere trascinati in forti scontri all'interno
di Firenze. La loro strategia di incerchiamento della città, con
l'aiuto dei combattenti partigiani in seno alla città, provocarono la
ritirata dei Tedeschi. Nelle ore che seguirono la liberazione della
città e prima che il comando alleato avesse il tempo di attraversare
il fiume per prendere la situazione in mano, gli Italiani che avevano
collaborato apertamente con i Tedeschi furono giustiziati in piazza
dai partigiani. Siccome Del Rosso aveva lavorato come interprete con i
Tedeschi, si temette che potesse essere denunciato come “traditore”.
Tuttavia, non lo fu.
In tre
settimane di scontri mlitari a Firenze, erano stati uccisi 90 mila
animali di allevamento, distrutti 150 mila ulivi, decimati 2 milioni
di viti da vino e 50 mila alberi da frutta nella zona. Così, per
necessità, le autorità militari occupanti fecero subire alla
popolazione un razionamento molto severo. Un giorno, Del Rosso stava
attraversando un ponte di fortuna che i militari avevano eretto
sull'Arno. Mentre camminava, cominciò a discutere con un vecchietto
che faceva la stessa strada. Il povero uomo cominciò a lamentarsi
sulle minuscole razioni di pane che gli erano date. Mentre lo
ascoltava, Del Rosso gli si avvicinò e gli mise in tasca parte della
sua propria razione di pane. Poi gli disse: “Sa, il Signore prende
cura di Lei. Perché non si guarda in tasca? Il Signore Le ha dato
qualcosa in più.” E così dicendo allungò il passo, lasciando il
vecchietto a bocca aperta.
Questo
modo immediato e gioioso di condividere il poco ch'essi avevano
divenne il segno distintivo della famiglia Del Rosso durante il
periodo di lento ricupero dalla devastazione della guerra. Cosa si può
dire della stessa famiglia Del Rosso? Come mangiavano? Ebbene, la
multiplicazione dei pani non è un nuovo problema per il Signore. Basta
ricordarsi la storia dei pani e dei pesci. Dopo che i Tedeschi si
ritirarono dalla zona di Firenze, Noemi cominciò a lavorare in un
centro di primo soccorso stabilito dall'Esercito della Salvezza per
occuparsi della gente ferita dall'esposione di granate. Là, Alfredo
scoprì che l'Esercito della Salvezza aveva cominciato a tenere delle
riunioni all'aperto. Del Rosso si presentò ad alcune di quelle
riunioni e vi incontrò un signore inglese che era incaricato di
riorganizzare il lavoro dell'Esercito della Salvezza a Firenze. Poiché
Alfredo conosceva molto bene la città, si portò volontario per aiutare
quell'uomo a ricontattare le famiglie che avevano fatto parte del
ministerio dell'Esercito della Salvezza prima della guerra.
Più
tardi Del Rosso, ricordandosi di quell'incontro, disse, “Il Signore
guidava i miei passi verso la mia introduzione in seno alla Chiesa del
Nazareno. Questa mia introduzione marcherebbe l'inizio dell'opera di
santificazione nella città di Firenze e della missione della Chiesa
del Nazareno in Italia.” Poiché Firenze era stata scelta come una zona
di riposo e di recreazione per i soldati alleati, l'Esercito della
Salvezza decise di aprirvi una mensa. Le autorità militari offrirono
loro di utilizzare un edificio, che sarebbe poi diventato la sede
dell'ufficio postale centrale di Firenze.
I capi
dell'Esercito della Salvezza furono impressionati da quell'evangelista
poliglotta che era Del Rosso. Gli domandarono di diventare il gerente
di questa mensa. Egli accettò e ben presto tutta la famiglia participò
alle diverse attività – il padre, la madre e le quattro figlie
adolescenti (il figlio Paolo fu tenuto prigioniero per un certo tempo
in un campo di concentramento). Guardando indietro allo svolgimento
degli eventi, sembra perfettamente chiaro che la mano del Signore
stava guidando la vita dei Del Rosso nei minimi dettagli. Anni dopo,
quando egli consegnò per scritto queste esperienze, egli disse : “ In
quella mensa, ebbi l'occasione di conoscere dei cristiani anglofoni,
che presto parlarono di me e della mia famiglia a dei colleghi
dell'esercito americano. Erano cristiani anche loro e stavano cercando
una casa cristiana per incontrarvisi la sera nelle ore dopo il
servizio.”
Sarà
durante quegli incontri a casa sua che Del Rosso avrà la gioia
inattesa di udire delle testimonianze di giovani americani che
dicevano di essere stati salvati e santificati interamente. . . .
4. I Nazareni hanno approdato ed hanno la situazione in
mano
L'arrivo
degli eserciti alleati nella regione fiorentina portò qualcosa di più
della libertà politica alla Toscana. Le ostilità fra le truppe
tedesche e americane divenne l'elemento catalizzatore che fece
incontrare Del Rosso e dei cristiani americani. Per trent'anni egli
aveva predicato a dei cristiani, era diventato loro amico ed aveva
pregato con loro ovunque in Europa. Conosceva perfettamente bene gli
Svizzeri, gli Inglesi e i Danesi. Solo allora cominciò a
famigliarizzarsi con quegli strani esseri chiamati Americani.
Attraverso il suo lavoro alla mensa dell'Esercito della Salvezza, Del
Rosso fece la conoscenza di Bob Shultz, un soldato del corpo delle
comunicazioni radio (a signal corps soldier) assegnato al centro delle
comunicazioni del generale Clark. Prima di essere stato inviato
oltremare nel 1942, Bob aveva diretto gli studi biblici dei suoi
commilitoni nel Campo militare di Crowder vicino a Joplin, nel Missuri.
In quel momento, egli voleva organizzare la stessa cosa a Firenze. Ma
aveva bisogno di un luogo di riunione.
Del
Rosso gli offrì di servirsi della casa dei Coppini in cui viveva con
la sua famiglia e, ïnfatti, nel 1944, cominciarono ad aver luogo degli
incontri, ogni venerdì sera, per le forze di occupazione e per tutti
gli Italiani che vi si interessavano. Ben presto, lo spazio
disponibile non bastò più e così le riunioni furono spostate nella
casa di fronte, dove viveva un pastore metodista nonagenario in
pensione, il Past. Cavazzuti. Questi era un vecchio Methodista che
aveva pure conosciuto Dwight L. Moody nel 1892 allorché predicava
presso la Chiesa presbiteriana a Roma. Questi due uomini, Cavazzuti e
Del Rosso, aiutarono Shultz a organizzare dei culti destinati ad
incoraggiare i pastori che si trovavano lontano dalla loro chiesa
madre. Erano delle riunioni informali e amicali alle quali
partecipavano fino a una cinquantina di ecclesiastici. A volte c'erano
anche dei non cristiani, molti dei quali furono convertiti.
Fra gli
Italiani che prendevano parte a quelle riunioni, c'era il giovane
Luciano Galli che abitava sopra l'appartamento della famiglia
Cavazzuti. All'inizio, Luciano pretendeva di non essere veramente
interessato, ma finalmente nel 1947 si convertì a causa della
testimonianza paziente e persistente della famiglia Del Rosso. Ben
presto, cominciò a partecipare attivamente all'opera dell'Esercito
della Salvezza e diventò capo della divisione italiana cinematografica
dell'Associazione evangelica Billy Graham.
Nel
dicembre del 1944, una unità ospedaliera arrivò dall'Africa e si
stabilì nella provincia di Pistoia, una città a circa 30 kilometri
all'ovest di Firenze. Un cappellano della Chiesa Unita di Cristo ed il
suo giovane assistente, il caporale Arthur Wiens, si recarono ben
presto a Firenze per trovarvi la compagnia di altri cristiani. Si
ritrovarono per caso alla mensa dell'Esercito della Salvezza e fecero
la conoscenza di Del Rosso. Così, un'altra lunga amicizia nacque fra
Del Rosso e il giovane Wiens. Il cappellano Palmer permise a Art di
fornire a Del Rosso delle centinaia di Nuovi Testamenti di Gedeone e
ogni altro tipo di documentazione di cui Del Rosso aveva bisogno per
la sua opera con i pastori americani, australiani e inglesi. Art
portava spesso con se alle riunioni del venerdì sera dei pazienti
dell'ospedale di Pistoia. Poi, nel mese di luglio, la divisione
ospedaliera fu trasferita a Firenze, in modo che Wiens si coinvolse
ancora di più con il ministerio della famiglia Del Rosso.
Art
ricorda che una mattina il suo cappellano gli disse: "Non c'è molto da
fare oggi qui. Perché non prendi la jeep e non vai dai Del Rosso per
vedere se hanno bisogno di qualcosa?" Al momento in cui Art Wiens
arrivò in vista della casa dei Del Rosso, sulla curva della strada
vicino al fiume, i Del Rosso cominciarono a lodare il Signore. Al suo
arrivo, Wiens domandò loro se poteva aiutarli in qualche modo e offrì
la jeep come mezzo di trasporto. Le loro grida di lode al Signore
fecero quasi cadere il tetto merlato della vecchia casa. I Del Rosso
avevano appena saputo che il loro figlio Paolo era rinchiuso in un
campo di prigionieri di guerra vicino a Pisa (egli aveva fatto parte
di uno dei battaglioni italiani che avevano continuato a combattere al
fianco dei Tedeschi). Erano molto inquieti per Paolo e avevano passato
tutta la notte inginocchiati a pregare, domandando al Signore di dar
loro modo di avere notizie di Paolo e di comunicare con lui. Ed ecco
che, alla prima ora l'indomani mattina, avevano ricevuto la risposta
dal Signore: una jeep dell'esercito americano con l'autista pronto a
portarli a Pisa.
Un altro
cappellano americano dal nome di Garrett, che era stazionato a Pisa,
divenne un amico intimo di Del Rosso. Garrett era già legato agli
Italiani e cominciò a sognare con Del Rosso al miglior modo di
procedere ad una evangelizzazione efficace di quel paese nel
dopoguerra. Uno dei sogni di Garrett era di stabilire una scuola
biblica per formare pastori ed evangelisti. Garrett e Del Rosso fecero
pure stampare un piccolo opuscolo in inglese che spiegava le loro
speranze. Questo opuscolo comportava la foto e la testimonianza di Del
Rosso. Fu con l'aiuto e l'intervento di questi amici cappellani che i
Del Rosso poterono far rilasciare il loro figlio Paolo dal campo di
prigionieri di guerra prima di quel che sarebbe stato normalmente
possibile.
Due
altri giovanotti americani sui quali Del Rosso ebbe una grande
influenza furono Arthur Chadwick e Stan Davies, che tornarono entrambi
in Italia nel dopoguerra come missionari del Plymouth Brethren. Art
Chadwick lavorò nella provincia di Torino allorché Stan Davies passò
molti anni nella provincia di Napoli. Per riconoscenza verso i Del
Rosso per quello che stavano facendo, i G.I. fecero tutto ciò che
poterono per aiutare i Del Rosso a vivere il più confortabilmente
possibile. La responsabilità di Del Rosso alla mensa dell'Esercito
della Salvezza non gli assicurava un salario sufficiente per far
vivere sette persone. Così, gli ecclesiastici americani portavano
sempre delle razioni supplementari e a volte anche degli abiti (che
spesso la famiglia Del Rosso distribuiva fra altre famiglie bisognose
invece di tenerli per loro). La sua attività alla mensa portò Del
Rosso a partecipare ai culti e alle riunioni di strada dell'Esercito
della Salvezza tenuti in Piazza Beccaria, proprio di faccia alla loro
casa, sull'altra riva.del fiume. A Del Rosso sembrò un vero miracolo
che quelle riunioni di strada si facessero senza l'interferenza della
polizia. Per quindici anni era stato pericoloso anche di tenere delle
riunioni domiciliari dietro le porte chiuse e con le finestre
otturate. Distribuire delle tratte era stato fermamente proibito. Ed
ecco che ora egli parlava apertamente e legalmente in una piazza
pubblica a una folla di Italiani e di soldati dell'occupazione. Fu
durante una di quelle riunioni di strada che sua figlia Maria fece la
sua promessa pubblica verso Gesù Cristo.
La casa
di Del Rosso fu presto conosciuta dai Cristiani come il posto dove
andare per ritrovarsi. Naturalmente, il fatto che c'erano quattro
ragazze adolescenti rese l'ambiente ancora più accogliente per quei
giovani soldati americani così lontani dalle proprie famiglie.
Qualunque persona che arrivasse poteva sempre assistere a una riunione
di preghiera prima di lasciare la casa. Art Wiens dice, "Per noi,
Firenze era la casa di Del Rosso. Alfredo Del Rosso ebbe una grande
influenza sull'esercito americano."
L'importanza della sua famiglia fece una grande impressione sui
soldati, specialmente su degli uomini come Art Wiens, Arthur Chadwick,
Stan Davies e Bob Shultz, il quale era stato per molti anni capo
ingegnere della radio Trans World di Montecarlo con i suoi potenti
trasmettitori puntati sull'Italia e su altri paesi europei. È
importante di notare che Bob Shultz era alla radio Trans World di
Montecarlo quando "L'Ora Nazarena" andò la prima volta in onda
nell'aprile del 1976 (Egli fu più tardi trasferito alla stazione
trasmittente della Trans World a Guam).
In
seguito, dei giovani speciali si trovarono per caso a casa di Del
Rosso ed il corso della vita di questo predicatore della santità di 55
anni fu in qualche modo alterato. Durante gli ultimi anni del
diciannovesimo secolo, il giornalista Richard Harding Davis
popolarizzò il detto: "I Marines sono sbarcati e la situazione è in
mano." In Italia, nel mezzo degli anni Quaranta, i Nazareni
dell'esercito americano sbarcarono e molto presto la situazione sembrò
essere in buone mani. Del Rosso racconta ciò che successe:
"Una
sera, fra i militari che testimoniarono la loro fede, ci fu una
brillante testimonianza di un giovane soldato americano dello Stato
dell'Indiana che apparteneva alla Chiesa del Nazareno. Egli parlò
della propria esperienza della Salvezza e della Santificazione con una
tale convinzione che volli conoscere meglio la Chiesa del Nazareno. “
Questo
giovanotto era Albert Carey. Egli udì parlare di quelle riunioni del
venerdì sera da Noemi, che era allora sotto trattamento per le ferite
ricevute nell'esplosione di una granata nell'agosto del 1944. Alberto
diventò presto un favorito della famiglia e del gruppo di soldati
perché aveva imparato a suonare della musica sulla lama di una sega da
falegname. La sua prestazione era sovente il chiodo di quelle riunioni
serali.
Poi,
anche un altro Nazareno, Charles "Chuck" Leppert della Kansas City
First Church, cominciò a venire ai culti officiati da Del Rosso.
Leppert dette lo stesso genere di testimonianza che quella fatta da
Albert Carey. Erano passati trent'anni dall'esperienza di intera
santificazione di Del Rosso. Egli aveva rinunciato alla speranza di
trovare una chiesa che credesse e predicasse l'esperienza che egli
aveva avuto nella cameretta della scuola biblica valdese. Ora, più Del
Rosso parlava con Carey e Leppert, più si rendeva conto che la
teologia nazarena coincideva con ciò in cui egli credeva e che aveva
predicato sin dal 1914. Leppert e Carey furono anche impressionati da
questo piccolo e piccante Italiano. Sentirono in Alfredo Del Rosso uno
spirito analogo. Al loro ritorno negli Stati Uniti nel 1946, essi
scrissero alla sede centrale della chiesa a Kansas City domandando che
della documentazione e dei libri fossero inviati a Del Rosso a loro
spese. Iniziarono anche una campagna di lettere alle autorità
ecclesiastiche perché si affrettassero di considerare lo stabilimento
dell'opera nazarena in Italia tramite Alfredo Del Rosso. In quello
stesso periodo, Leppert andò all'università nazarena Olivet dove si
legò d'amicizia con Earl Morgan, figlio di un immigrato italiano di
Roma negli Stati Uniti.
Una
corrispondenza iniziò fra Del Rosso e C. Warren Jones, segretario
esecutivo presso il Dipartimento delle Missioni Estere. Questa fu una
corrispondenza positiva per entrambi. A quel tempo, i Del Rosso
andavano ai culti della Chiesa battista di Firenze. Rendendosi conto
che questi era un uomo fuori dal comune, le autorità battiste lo
avvicinaro per offrirgli un pastorato in Sicilia. Però Del Rosso
rifiutò l'offerta senza tante esitazioni, notando: "Dopo la guerra,
non sapevo come continuerei il mio ministerio, ma poi incontrai i
Nazareni. Avevo finalmente trovato la chiesa per promuovere la santità
in Italia. Avevo la speranza di realizzare ben presto la mia visione
per il mio paese."
I capi
della Chiesa nazarena decisero di fare dei passi decisivi per studiare
le possibilità di impiantare la Chiesa del Nazareno in Italia. Fu così
che, nel 1947, allorché era sulla strada del ritorno a casa dopo un
viaggio per visitare altre zone missionarie, il Sopraintendente
generale nazareno H.V. Miller si fermò in Italia. Pieno di entusiasmo,
Del Rosso lo portò a visitare piccoli gruppi di credenti italiani che
aveva a Firenze e a Roma. A quel tempo, Del Rosso aveva già lanciato
delle riunioni domiciliari di preghiera fra i suoi vecchi amici a
Civitavecchia, in casa di Boccini a Roma, e a Firenze dove c'erano
altre famiglie interessate, compresi i Lagomarsino che avevano
traslocato da Montalcino e una famiglia che era prima pentecostale, i
Tararà, che avevano emigrato a Firenze nel dopoguerra dalla Sicilia
alla ricerca di lavoro. Mentre Miller stava a Firenze, Del Rosso si
era anche arrangiato per fargli tenere un culto nel bell'edificio
vecchio di 40 anni della Chiesa episcopale americana.
Favorevolmente impressionato dal Past. Del Rosso, il soprintendente
generale Miller fu anche interessato di costatare che Del Rosso aveva
già tradotto in italiano la prima parte del Manuale nazareno (un libro
di regolamenti simile a quello metodista Discipline o al presbiteriano
Book of Order.). Miller scrisse nel suo rapporto al Consiglio generale
nazareno nel gennaio del 1948:
"È
possibile che Dio stia di nuovo indicando alla Chiesa del Nazareno la
via per portare un ministerio più grande e più efficace ai popoli
della terra? . . . Pensiamo che (1) il Fratello Del Rosso dovrebbe
essere portato davanti all'Assemblea generale per rappresentare la sua
gente. Ciò gli permetterebbe di conoscere personalmente lo spirito che
regna nella nostra chiesa e il nostro programma generale . . . (2) Se,
in tale caso, l'opera dovesse cominciare, essa dovrebbe iniziare solo
in modo limitato e conservativo, avendo per obiettivo di costruire
poco a poco una chiesa nazionale finanziariamente autonoma."
La
speranza dell'autonomia finanziaria era audace. Semmai, l'unica opera
autonoma in Italia è quella della Chiesa apostolica (che Del Rosso
aiutò a stabilire). Tutte le altre vecchie chiese, da quelle battiste
a quelle valdesi, ricevono aiuti finanziari dall'estero per la loro
opera. Ciò nonostante, basandosi sull'esperienza nazarena in un altro
paese, la Gran Bretagna, l'obiettivo era sin dal principio quello
dell'autonomia. La strategia sarebbe anche stata diversa da quella
adottata per iniziare l'opera della missione nazarena in altri paesi.
Del
Rosso fu invitato a recarsi a St. Louis per l'Assemblea generale
nazarena nell'estate del 1948. Durante un suo viaggio in Svizzera, Del
Rosso inviò la sua risposta tramite un pastore californiano, il Past.
Griffith, dicendo che accettava l'invito. Sua figlia Febe si era
fidanzata a un ufficiale inglese dell'Esercito della Salvezza,
cosicché il suo matrimonio si sarebbe tenuto poco prima della partenza
di Del Rosso per gli Stati Uniti. Andò in Inghilterra per participare
al matrimonio, eppoi partì per l'America in compagnia di George Frame
nel maggio del 1948. Una serie di allocuzioni erano state arrangiate
da C. Warren Jones che avrebbe menato Del Rosso in 23 stati americani.
Nei suoi viaggi, Del Rosso sarebbe stato accompagnato dal Past.
Griffith, che sperava personalmente di essere inviato in Italia per
aiutare a soprintendere la nuova opera. Una delle prime tappe di Del
Rosso fu di visitare, nella prima settimana di giugno, la provincia
del Nord-Ovest dell'Indiana, il paese di Albert Carey. Il
soprintendente della provincia era George J. Franklin, che aveva solo
un anno più di lui, e Del Rosso gli piacque immediatamente. Il Past.
Franklin scrive: "Ambedue eravamo molto emotivi e mantenemmo la
tendenza. . . . Insieme, si viaggiava, si pregava e si piangeva e, a
volte, si gridava pure."
Durante
il suo periplo e le sue allocuzioni, Del Rosso includeva nelle sue
perorazioni alle chiese una richiesta per il cibo e per
l'abbigliamento. La guerra aveva devastato l'Italia, il governo con
tutte le sue strutture era stato smantellato, e ci vorrebbe tempo per
ricostruire il Paese.
Il
programma su grande scala di recupero dell'Europa, popolarmente
chiamato Piano Marshall, era stato approvato dal governo americano
solo nella primavera del 1948. Così ci sarebbe voluto un certo tempo
prima che i suoi effetti si facessero sentire (malgrado il fatto che,
nel giro di cinque anni, l'America avrebbe stanziato 12 milioni di
dollari per l'Europa).
Mentre
era quasi da prevedere che i Nazareni entrassero in Italia, ciò non
era stato ancora ufficialmente deciso. C'era infatti una crisi
finanziaria nell'opera missionaria della chiesa. Il mondo era ancora
sotto pressione dopo la guerra e ciò era specialmente vero in Europa.
Solo poco prima l'Assemblea generale nazarena del 1948, gli alleati
avevano cominciato un ponte aero per sormontare il blocco terrestre di
Berlino fatto dai Russi. Con tutto ciò, Miller presentiva tuttavia che
questo era il momento opportuno per entrare nel continente europeo.
Egli confidò a Del Rosso: "Se sono rieletto all'Assemblea generale,
apriremo l'opera in Italia."
All'apertura domenicale di quella Assemblea generale nazarena del
1948, Alfredo Del Rosso parlò per tre minuti durante il culto del
pomeriggio. Ma in quei tre brevi minuti, egli catturò il cuore dei
Nazareni. Basandosi sulle reazioni della folla, si sarebbe potuto
indovinare che, anche se il soprintendente generale Miller non fosse
stato rieletto (lo fu con 571 voti su 626), l'opera nazarena sarebbe
stata aperta lo stesso in Italia. Questa Assemblea generale del 1948
lanciò la Crociata della Metà del Secolo per le Anime. Fu l'Assemblea
generale durante la quale J. B. Chapman fece la sua allocuzione
magistrale, “Tutti fuori per le Anime” (All Out for Souls). La folla
si rallegrò quando i rapporti mostrarono che i doni per capita si
avvicinavano ai cento dollari all'anno e le quote dei membri avevano
raggiunto i duecento mila. Malgrado tutto ciò, un ometto italiano di
58 anni chiamato Alfredo Del Rosso tenne un posto chiave alla ribalta.
“Il
tempo è venuto,” dichiarò senza paura Del Rosso, quella domenica
pomeriggio, “d'investire la terra d'Italia con la vera santità.”
Quel
pomeriggio, Earl Morgan, un giovane studente del Seminario teologico
nazareno, era presente ed ascoltava
Quella
settimana, dopo una sessione mattinale di affari, Miller, che era
allora già stato rieletto, chiamò sulla piattaforma Lester L.
Zimmerman, pastore a Hammond, in Indiana. Miller domandò a Zimmerman
se volesse prendere Del Rosso come membro della sua chiesa locale e
poi raccomandò all'assemblea della provincia di riconoscere Del Rosso
come membro dell'ordine degli anziani. (elder's orders). Il Past.
Zimmerman accettò di farlo.
Subito
dopo l'Assemblea generale, il Consiglio dei Soprintendenti generali
votò per l'apertura dell'opera nazarena in Africa del Sud ed in
Italia. Questi due paesi sarebbero stati piazzati in un arrangiamento
piuttosto unico sotto una nuova Divisione d'Oltremare del Dipartimento
delle Missioni domestiche e dell'Evangelismo. Là, essi sarebbero stati
sotto la direzione del segretario esecutivo Roy F. Smee insieme
all'Australia e Hawai (entrambi entrarono nel 1946) e l'Alaska
(entrata en 1936). Questa decisione fu presa col sentimento che questo
arrangiamento amministrativo faciliterebbe l'apertura di missioni in
questi due nuovi paesi. Si aveva anche il sentimento che ciò darebbe
al Consiglio dei Sopritendenti generali una più grande latitudine per
fare delle innovazioni in Italia. Per esempio, si cominciava senza
alcun capo di missione, inglobando un'opera già esistente e mettendovi
il suo capo attuale come soprintendente di distretto. Questo
arrangiamento costituiva anche un precedente per l'apertura dell'opera
in Germania ed in altri paesi dell'Europa del Nord e nella Samoa
americana.
È in
questo modo che la Seconda guerra mondiale, che aveva portato tante
sofferenze e dispiaceri, era stata utilizzata da Dio per aprire la
porta dell'Europa alla Chiesa del Nazareno e portare il messaggio
della piena salvezza non solo dai “nostri peccati”, come i colleghi
battisti di Del Rosso lo avevano accettato, ma anche dal “nostro
peccato”, come Del Rosso l'aveva insistentemente detto.
Dopo
l'Assemblea generale, Del Rosso ritornò a Kansas City. Il
soprintendente generale Miller lo fece entrare nell'ufficio del
Dipartimento delle Missioni domestiche e dell'Evangelismo. Là, egli
doveva fissare un preventivo per il suo proprio salario e le sue spese
di viaggio, d'alloggio e di ufficio. Allorché Miller voleva che
l'opera in Italia fosse finanziariamente autonoma, almeno il salario e
le spese di Del Rosso come soprintendente sarebbero indossate dalla
Chiesa generale. Per Del Rosso, questa storia era appena credibile.
Per trent'anni era stato un evangelista indipendente della santità
vivendo di carità. Aveva incontrato il primo Nazareno solo due anni
prima ed ora egli stesso era chiamato a divenire un soprintendente di
distretto nazareno. E per di più, gli era ora dato il privilegio di
fissare il suo proprio salario! Le offerte generose di aiuto
finanziario della Chiesa e la volontà delle chiese locali di aiutarlo
lo fecero arrivare alla conclusione che forse gli Italiani avevano
ragione quando asserivano parlando degli Stati Uniti: “In America, vai
fuori nel giardino di casa tua, ficchi in terra un bastone e vedi
scaturire la benzina.”
Tuttavia, i Nazareni non andarono con Del Rosso così lontano come lo
fece qualche tempo dopo un consiglio di una missione indipendente
americana cercando di reclutare un giovane predicatore italiano dal
nome di Elio Milazzo. Mentre questo gruppo cercava di convincerlo di
capeggiare la loro opera in Italia, Milazzo tentò di mostrar loro la
futilità di quello che gli chiedevano di fare dicendo, "Ma come, non
potrei possibilmente coprire tutto il territorio che mi domandate di
coprire senza un elicottero!"
Non batterono un ciglio. Dice che lo guardarono in faccia e gli
domandarono: "Ebbene, quanto costerebbe comprarne uno?"
Mentre i
Nazareni non avevano sborsato tanto quanto il Consiglio dell'altra
missione l'aveva fatto con Milazzo, per Del Rosso era chiaro che le
risorse finanziarie dei Nazareni americani, anche se limitate, erano
sempre maggiori di quelle dei suoi compatriotti devastati dalla guerra
e abituati a una chiesa finanziata quasi interamente dalle tasse del
governo.
Nel mese
di agosto, Del Rosso tornò nella regione Nord-Ovest dell'Indiana.
Questa volta, il suo giro includeva una fine settimana nella Hammond
First Church, dove in un culto speciale la domenica mattina del 14
agosto egli aderì alla Chiesa del Nazareno. Il sabato precedente, egli
aveva chiesto al Past. Zimmerman di lasciarlo nel centro città di
Hammond per fare qualche acquisto. L'indomani, quando scese per la
colazione al presbiterio, egli indossava una camicia blu scuro e una
cravatta giallo canarino, uno stile molto italiano. Alla famiglia
Zimmerman sorpresa, Del Rosso disse: “Ebbene, volevo somigliare a un
predicatore nazareno americano stamattina.” Quella mattina era per lui
speciale. “Gridò lodi a Dio quando lo ricevetti fra i membri,” ricorda
il pastore Zimmerman. “Era così felice di essere uno dei nostri.”
Alfredo
Del Rosso fece immediatamente la domanda, tramite il Consiglio del
distretto del Nord-Ovest dell'Indiana, per farsi riconoscere i suoi
ordini come anziano della Chiesa Battista. Durante l'assemblea del
distretto e la riunione che seguì, questo riconoscimento fu
raccomandato dal Consiglio del distretto e approvato dal
soprintendente generale Miller che dirigeva l'assemblea. L'adesione
come membro di Del Rosso fu mantenuta alla Hammond First Church fino
al 1971 quando fu officialmente trasferita in Italia. La società
missionaria della chiesa chiamò uno dei loro gruppi di studio il
"Capitolo Del Rosso." Il genere di arrangiamento inabituale sembrava
quasi conferirgli lo statuto di missionario. Questo era certamente un
modo inabituale di risolvere la situazione. Ma almeno ciò raggiunse
l'obiettivo di portare la Chiesa del Nazareno in Italia. Poiché il
contatto iniziale era stato fatto dai soldati, è interessante notare
che i Nazareni calcarono la strategia dagli eserciti alleati perché
cominciarono ad invadere il continente dall'Italia, proprio come gli
alleati lo avevano fatto. La Germania e l'Europa del Nord dovettero
aspettare fino al 1958 e la Francia fino al 1977.
Mentre
si trovava negli Stati Uniti, Del Rosso fu cattivato dal modo in cui i
Nazareni cantavano. Così decise che una delle sue priorità sarebbe
stata quella di tradurre in italiano quei meravigliosi cantici
evangelici. È così che, oggigiorno, dei 223 inni dell'ultimo raccolto
di cantici nazareni italiani, 65 sono stati scritti o tradotti da
Alfredo Del Rosso.
Tornando
in Italia verso la fine di ottobre, egli scrisse un articolo per la
rivista delle missioni nazarene che era allora chiamata l'Altra
Pecora. (Other Sheep). Questo sarebbe il primo di molti rapporti che
invierebbe a questa rivista. In quel primo articolo, Del Rosso scrisse
per i suoi primi lettori americani:
"Una
nuova era comincia nell'evangelizzazione dell'Italia. Credo che Dio ci
darà un vero e proprio risveglio della santità fra gli Italiani…
Pregate per noi, cari fratelli e sorelle, mentre lavoriamo per Cristo
e per la causa della santità, chiamando i peccatori al pentimento e
alla salvezza, ed i credenti al vero battesimo dello Spirito Santo e
del fuoco, la santità delle scritture tramite la seconda benedizione…
La raccolta è pronta in Italia… Finalmente, possiamo predicare
l'intero vangelo della grazia che salva e santifica, senza sentirci
dire dalla gente che la santificazione è dell'estremismo.”
La lunga
ricerca di questo predicatore di 58 anni era finita. Ai Nazareni
anglofoni, egli scrisse : “Ho avuto questa visione per molti anni per
la mia terra. Adesso è come la realizzazione di un sogno meraviglioso
di sapere che c'è qui in Italia una chiesa della santità… Sapere che
l'intera chiesa prega per noi e ci vuole bene, dal Soprintendente
generale all'ultimo nuovo convertito, ci dà la piena certezza che la
nostra opera in Italia prospererà e crescerà” E così fu. Dei
recensimenti affidabili cominciarono a essere tenuti dal 1952. Durante
i seguenti vent'anni, la crescita media annua di adesioni fu del 6 per
cento – niente di fantastico però almeno equivalente e forse anche un
po' meglio della crescita media negli Stati Uniti per lo stesso
periodo.
Per i
capi della Chiesa generale nazarena, Del Rosso aveva messo fra le
priorità per impiantare la Chiesa di stabilire una scuola biblica per
la formazione degli operai. I piani preliminari volevano che questa
fosse situata a Firenze. Sua figlia Noemi cominciò a frequentare la
scuola di quella che è oggi l'Università Nazarena di Punta Loma. Il
piano prevedeva che essa ricevesse un diploma universitario che la
preparasse a diventare una persona chiave nel lancio della nascente
opera nazarena in Italia. Disgraziatamente, la sua cattiva salute
impedì la realizzazione di questo piano, provocando il ritorno di
Noemi in Italia anche prima del Natale del 1948.
Del
Rosso teneva allora le riunioni di quattro gruppi abbastanza regolari
in Italia, avendone aggiunto uno dopo l'arrivo di Miller. Ogni gruppo
contava circa 30 aderenti . .
5. Il Soprintendente Del Rosso
Il 30
giugno 1948, il permesso di esercitare nel continente europeo era
ufficialmente accordato alla Prima Chiesa del Nazareno (nonostante che
lo stesso Del Rosso non si sarebbe giunto alla Chiesa del Nazareno che
a metà agosto). Fra quei primi membri a Firenze c'erano i Lagomarsino
e le loro due figlie – una delle quali diventerà poi moglie di un
pastore nazareno. Gli altri erano la Signora Tararà e le sue due
figlie sposate, coetanee delle figlie di Del Rosso. Poi c'erano anche
il figlio di Del Rosso, Paolo, ed il suo futuro suocero, Foresto
Palandri.
I culti
a quell'epoca erano tenuti nella casa dei Coppini, sulla via
Bartolomeo Scala, dove vivevano ancora i Del Rosso. Mentre la maggior
parte degli Italiani vivono in appartamenti, questa era una villa
separata con tanto di recinto e di portale di ferro davanti. Era
ricoperta da un tetto a terrazza bordato da merli. Una riunione
settimanale era anche tenuta la domenica dall'altra parte della città,
in casa dei Lagomarsino. Fu a una di queste riunioni che Del Rosso
battezzò Olga Lagomarsino per aspersione.
Quando
Del Rosso tornò in Italia nell'autunno del 1948, egli prese
immediatamente contatto per posta con Angelo Cereda, un lavoratore di
una raffineria chimica in Sicilia. Del Rosso e Cereda erano stati
presentati dal suocero di quest'ultimo. Angelo era stato convertito
nella Chiesa battista di Catania, ma aveva cominciato a dirigere delle
riunioni indipendenti di preghiera a casa sua, quando la Chiesa
battista era diventata un circolo troppo politizzato per potergli
convenire. Per quel poco che Del Rosso ne sapeva, egli pensò che
Angelo avrebbe potuto essere interessato a diventare Nazareno. Ed
infatti lo era.
In meno
di due anni, Angelo e le sue due chiese d'origine, una a Catania e
l'altra nel Nord, divennero parte della Chiesa del Nazareno. Così, i
Nazareni si stabilirono in Sicilia, un'isola di 5 milioni di abitanti.
Quest'isola italiana era più popolosa della Nuova Zelanda o della
Repubblica Dominicana, Giamaica, Papua Nuova Guinea. Ed ora i Nazareni
vi avevano fatto il loro ingresso. Non sarebbe stata un'unione facile
né tranquilla quella dei Siciliani con l'opera stabilita nell'Italia
centrale. Catania è molto lontana da Firenze: più di mille chilometri.
Data questa distanza e la difficoltà dei viaggi e delle comunicazioni,
dei malintesi potevano sorgere, come infatti fu il caso, fra il nuovo
soprintendente ed il nuovo pastore senza formazione. Ciò nonostante, è
meraviglioso di pensare che in due anni Dio aveva aiutato la Chiesa
del Nazareno ad impiantare la sua testimonianza nei centri strategici
di:
Firenze, nella parte centro-nord dell'Italia, Roma, nel suo centro
,L'isola di Sicilia, al sud.
Art
Wiens fu rilasciato dall'esercito americano, si iscrisse al Collegio
Wheaton presso Chicago, nell'Illinois, per prepararsi a diventare un
ministro a tempo pieno. A Natale del 1948, egli ricevette una
cartolina da i Del Rosso. Gli domandavano sfacciatamente: "Quando
torni in Italia per servire il Signore?" Certo, la sua amicizia con la
famiglia Del Rosso e con gli altri cristiani di Firenze gli aveva
fatto piacere, ma Art non aveva mai considerato la possibilità di
rispondere all'appello del Signore andando come missionario in Italia.
Però non si poteva togliere dalla testa la domanda dei Del Rosso.
Così, nel febbraio del 1949, Art Wiens finalmente rispose a un appello
di missione e fissò sull'Italia la sua scelta per predicare.
Del
Rosso continuò a viaggiare ovunque, tanto in Italia che attraverso il
resto dell'Europa, proprio come lo aveva fatto negli anni 1930-40
quando era un evangelista indipendente. Questo genere di ministerio
itinerante gli piaceva ed inoltre aveva la responsabilità del
benessere spirituale di credenti isolati. A volte, il viaggiare
costante di Del Rosso sollevava le critiche degli altri, ma questo era
il suo modo di esercitare il ministerio. Si sentiva molto meglio nel
suo ruolo di evangelista itinerante che in quello di amministratore
cercando di far funzionare le cose da un ufficio.
C'è un
piccolo episodio che lo illustra molto chiaramente. Un giorno, Alfredo
Del Rosso arrivò a casa a Firenze poco prima di mezzogiorno. Era
stanco, esausto e stremato. “Sono così stanco di viaggiare,” egli
sospirò parlando a sua moglie, "che non posso più continuare in questo
modo. Devo fermarmi."
Ma, dopo
aver mangiato e bevuto un'espresso, Del Rosso sembrò tutto
ringalluzzito e disse a sua moglie, gettandole un'occhiata da sopra la
tazza di caffé: “Niny, pensi che ce la farei a prendere il treno delle
tre? Preparami la valigia.” Niny protestò. Alfredo era appena arrivato
con una valigia piena di vestiti sporchi. Sembrava così stanco solo
un'ora prima. Certo che non aveva potuto riprendersi così rapidamente.
Ma si rese conto che era inutile insistere. Ed effettivamente, Alfredo
prese il treno delle tre.
Avendo
avuto un alto grado nell'esercito, Del Rosso beneficiava di riduzioni
speciali sulle tariffe ferroviarie. Ciò gli permetteva di effettuare
questo genere di lunghi viaggi anche con un piccolo preventivo. Aveva
inoltre imparato presto a fare un eccellente uso di quelle ore in
treno, pregando, leggendo e meditando. Qualche anno fà, sedevo accanto
a Del Rosso su un volo di ritorno da una conferenza di pastori e
autorità nazareni europei nelle isole britanniche. Quando il nostro
aereo decollò dirigendosi verso l'Italia, Alfredo Del Rosso si istallò
nel suo sedile e tirò dalla valigetta una copia usatissima di un
classico sulla santità di Andrew Murray. Non passò molto tempo prima
che si mettesse a pregare e a fare dei piani per comprare delle
proprietà per i due gruppi più attivi e promettenti: quelli di Firenze
e di Civitavecchia. Per aiutare la giovane chiesa a ottenere uno
statuto legale appropriato che le permettesse di accedere alla
proprietà sotto la sua denominazione, si ebbe ricorso ai consigli di
un avvocato. Quest'ultimo cercò di aiutarli ad essere accettati come
corporazione, ma la domanda fu respinta sulla base che erano troppo
piccoli per essere riconosciuti come una denominazione (Dopotutto, a
quel tempo c'era un solo impiegato nazareno che lavorava a tempo pieno
e i gruppi riconosciuti come chiese non avevano proprietà né locali
affittati con servizi aperti al pubblico).
Avendo
ricevuto un rifiuto per questa corporazione, l'avvocato suggerì che
essi si incorporassero come una piccola compagnia sotto il nome di "La
Compagnia Nazarena." Questo permetterebbe loro di diventare
proprietari e di fare delle transazioni come un'organizzazione e non
come dei semplici individui. Questa era evidentemente la migliore
soluzione possibile in quel momento.
Fu così
che, il 16 ottobre 1951, nacque in Italia la Compagnia Nazarena. Gli
azionari ne erano Alfredo Del Rosso, Pio Boccini (il conduttore
ferroviario romano di Del Rosso), Ado Lagomarsino (convertito quando
era ancora adolescente sotto il suo ministerio a Montalcino nel 1930),
Umberto Ascenzi (un muratore del gruppo di Civitavecchia) e Lea, la
figlia di Del Rosso. Dopo il matrimonio di Lea nel 1953 con un
ufficiale dell'Esercito della Salvezza, Paolo diventò un azionario
della Compagnia Nazarena
Il
governo italiano riconobbe la compagnia con una carta valida fino al
30 aprile 2000. L'obiettivo dichiarato della compagnia era quello di
“comprare delle proprietà e di costruire degli edifici da essere
utilizzati per l'opera religiosa senza scopo di lucro.” . Ogni azione
del capitale valeva 15 mila lire. Gli azionari di questa compagnia
tenevano il ruolo di Consiglio di amministrazione di Distretto fino al
1961, quando la compagnia fu dissolta e che Bob Cerrato riuscì ad
ottenere il riconoscimento ufficiale della Chiesa del Nazareno come
una denominazione incorporata.
In quei
primi tempi, c'erano molti gruppi indipendenti e dei lavoratori che
cercavano un posto da illuminare, un posto in cui trovare dei sussidi
finanziari per continuare il loro lavoro. Quando la notizia si propagò
che Del Rosso aveva introdotto la Chiesa del Nazareno in Italia, molti
lavoratori indipendenti e molti gruppi lo contattarono per domandargli
sia di aderire alla Chiesa o di fusionare la loro opera a quella della
Chiesa del Nazareno. La maggior parte di questi era interessata nei
Nazareni, non tanto a causa di affinità dottrinali quanto dal fatto
ch'essi cercavano un aiuto materiale. A causa delle sue esperienze
passate e della sua grande preoccupazione di mantenere una
testimonianza concentrata sulla santità, Del Rosso non accettò quasi
nessuno di costoro. Fu molto criticato per quelle decisioni e fu forse
troppo prudente. Ma d'altra parte, Alfredo Del Rosso fu anche
criticato per essere troppo interessato a fare rapporto di grandi
statistiche agli Stati Uniti. Dopotutto, agendo così, egli aveva forse
trovato la via di mezzo. A parte questo, egli non aveva un preventivo
sufficiente per reclutare del personale a tempo pieno e per accordare
dei sussidii finanziari a dei numerosi piccoli gruppi in lite. Bisogna
ricordarsi che ci troviamo davanti ad un uomo sulla sessantina, che si
dimenava per stabilire l'opera di una chiesa che non conosceva nemmeno
tanto bene. Tentava di compiere tutto ciò senza un aiuto missionario o
senza una scuola biblica che gli fornisse del personale formato.
Quando l'aiuto missionario gli giunse finalmente nel 1952, si trattava
solo di una coppia. Così, Alfredo Del Rosso cercava di impiantare la
chiesa ch'egli aveva nuovamente adottata in un paese che si stendeva
su circa mille kilometri. Aveva il sentimento di non poter accettare
l'adesione di gruppi o di individui in cui non aveva intera fiducia.
Date le distanze che avrebbe dovuto percorrere per sorvegliarli, si
sentiva troppo lontano per tenere le redini di gente su cui aveva dei
dubbi. Come risultato, tendeva veramente ad essere conservativo
organizzando chiese e accettando personale. E di sicuro la sua
formazione valdese non lo aveva preparato ad essere un pioniere
nell'amministrazione di una chiesa né uno specialista di espansione
ecclesiastica. Per Del Rosso, il messaggio della santità era la parte
più difficile del suo ministerio. Se qualcosa doveva soffrire, sarebbe
la rapidità del lavoro. Non sarebbe la chiara proclamazione del
messaggio della santità.
All'inizio del 1950, Alfredo Del Rosso si era recato in Svizzera per
una missione di predica. Mentre si trovava in una piccola cittadina
svizzzera dal nome di Frutigen, egli domandò quali chiese protestanti
ci fossero nella zona perché voleva assistere a un culto. Un uomo lo
informò sulle varie chiese sul posto. Del Rosso non era
particolarmente interessato in nessuna. “È tutto ciò che avete?”
chiese. “Ebbene, c'è un altro gruppo, ma sarei sorpreso che potesse
interessarla. È una strana setta soprannominata ‘Cuori puri.'”
"Penso
che questa sia la mia gente," rispose Del Rosso e prese il loro
indirizzo. Si trattava della nuova Chiesa della Fratellanza Evangelica
Svizzera e per l'appunto, in quel momento, essi avevano una conferenza
speciale.
Del
Rosso tirò molta gioia dal tempo passato in loro compagnia. Mentre si
trovava lì, incontrò un giovane ferroviere addetto alle comunicazioni
che si chiamava Fritz Liechti. I due uomini presero una foto insieme.
Più tardi, a Berna, egli incontrò un certo Sig. Schlacter che
conosceva molto bene la Chiesa della Fratellanza Evangelica. Schlacter
parlò liberamente e estensivamente con Del Rosso sulla loro presa di
posizione teologica. Sembrò a Del Rosso che questo gruppo fosse, dal
punto di vista teologico, molto vicino aIla sua posizione e a quella
dei Nazareni. Così, scrisse al fondatore di questo gruppo, Fritz
Berger. Berger morì quasi allo stesso tempo e il nuovo presidente
della chiesa rispose alla sua lettera, inviando a Del Rosso un paio di
libri scritti da Berger e invitandolo ad assistere alla loro
conferenza che doveva aver luogo nel maggio del 1950.
Del
Rosso si recò a quella conferenza e divenne un assiduo conferenziere
alle riunioni di quel gruppo in primavera a Moutier, in estate a
Steffisburg e in autunno a Zurigo. In quei primi anni, Del Rosso li
aiutò anche a tenere dei culti in italiano per i lavoratori italiani
immigrati in Svizzera. Egli cominciò a sperare in una fusione fra la
chiesa della Fratellanza e la chiesa del Nazareno, ma ciò non si
realizzò mai.
Nel
1950, Cavazzuti, l'amico di Del Rosso, quel vecchio pastore metodista
che abitava dall'altra parte della strada, morì all'età di 95 anni. Fu
anche nell'autunno del 1950 che Art Wiens tornò in Italia, appena
uscito dal Collegio Wheaton. Era tornato come missionario scapolo
sotto il patronaggio dell'Unione Missionaria Evangelica, il braccio
missionario dell'emissione radio “Ritorno alla Bibbia”. Art dice che
la sua era una decisione quasi totalmente dovuta al modo in cui
Alfredo Del Rosso parlava dello Spirito Santo. Wiens ci dice, "Del
Rosso si compiaceva con gioia nell'opera del Signore e desiderava che
anche altri giovani scoprissero la felicità di coinvolgervisi."
Quando
Art arrivò a Firenze, i Del Rosso lo accolsero a casa loro come se
fosse il loro proprio figliolo. Il primo mese del suo soggiorno, Wiens
prese tutti i suoi pasti con i Del Rosso. Participò attivamente alle
riunioni che avevano luogo i venerdì sera a casa dei Del Rosso. Una
giovane missionaria canadese celibe dal nome di Irma arrivò e fu
anch'essa aiutata dai Del Rosso a stabilirsi. Essa e Art cominciarono
a incontrasi (ciò che significava per loro di andare insieme alle
riunioni in casa dei Del Rosso). In seguito, nel settembre del 1951,
si sposarono con una cerimonia durante la quale Del Rosso fece la
predica principale (nei matrimoni italiani, c'è sempre un sermone).
Nei tre anni che i Wiens passarono a Firenze a studiare la lingua e la
cultura italiane, Del Rosso li avvertì che la strada che dovevano
percorrere non sarebbe stata facile, ma che potevano essere sicuri che
il Signore la farebbe con loro.
I Wiens
si misero a dirigere una delle maggiori case editrici evangeliche
italiane e operarono uno dei più lunghi ministeri radiofonici in
lingua italiana che nessun altro. Essi impiantarono una chiesa
fiorente a Modena che è affiliata alla denominazione della Fratellanza
di Plymouth
È quindi
chiaro che mentre Del Rosso aveva in mente solo il messaggio della
santità, aveva una mentalità larga e un'apertura ecumenica. Aveva
vissuto troppo a lungo come un evangelista indipendente per credere
che i Nazareni potessero evangelizzare il mondo, o anche l'Italia, con
una sola mano.
L'anno
dopo, nel 1951, il figlio di Del Rosso, Paolo, si sposò. Quasi allo
stesso tempo, quel giovane ferroviere svizzero di Frutigen, Fritz
Liechti, arrivò a casa di Del Rosso a Firenze. Fritz era andato a fare
un giro nelle montagne svizzere con la sua motocicletta. Mentre
viaggiava, si mise a pensare sempre di più a quell'Italiano dal nome
di Del Rosso di cui aveva la fotografia in tasca. Gli venne voglia di
rivederlo e seguendo il suo impulso, Liechti decise di andarlo a
trovare. Prima di rendersene conto, Fritz Liechti si ritrovò a
traversare la frontiera italiana sulla sua motocicletta e si diresse
al sud verso Firenze. Arrivato nella città, si arrangiò per trovare la
casa di Del Rosso. Fritz Liechti non conosceva una parola d'italiano
e, quando arrivò a casa dei Del Rosso, scoprì che Alfredo era il
poliglotta ma non sua moglie. Alfredo era partito e Niny parlava solo
italiano. Finalmente, dopo vani tentativi di spiegarle chi egli era,
Fritz tirò fuori dalla tasca la fotografia di D“Il momento che lo
feci,” dice, “Essa mi aprì le braccia e mi abbracciò come se fossi
stato suo figlio.”
Questo
contatto portò frutto nel 1952, quando il Rev. Bob Cerrato portò con
se a Firenze questo stesso giovane come socio missionario per aiutarlo
nella sua missione presso la communità fiorentina. La famiglia Liechti
aveva inoltrato la domanda tramite la loro chiesa svizzera per essere
inviati come missionari in Nuova Guinea, ma erano stati rifiutati.
L'occasione offerta alla famiglia Liechti da Cerrato permise loro di
rispondere a ciò che essi consideravano come un appello missionario
valido. Eventualmente, la famiglia Liechti si legò con una missione
evangelica svizzera che distribuiva sessantamila calendari sulla
meditazione ogni anno, più delle migliaia di dischi, cassette ed altro
materiale evangelico in italiano. E tutto ciò si sviluppò da un seme
piantato dal Del Rosso che crebbe in modo straordinario. Fritz si
stupiva dell'abilità di Del Rosso a comunicare così bene con diverse
culture e in diverse lingue. Egli notò che Del Rosso era una delle
poche persone che egli avesse mai conosciuto che si trovava ugualmente
a suo agio con i chiassosi Nazareni americani che con la gente più
riservata della Fratellanza Evangelica Svizzera.
Nel
1951, G. B. Williamson, nel suo primo quadriennato come Soprintendente
generale, visitò l'Italia. Prima dell'estate del 1952, il
Soprintendente generale Hardy Powers venne portando con se il Rev.
Leslie Parrott con la moglie. Les Parrott scrisse i suoi ricordi di
quel viaggio:
"Ricordo
di essere andato a Civitavecchia e di avervi tenuto dei culti in una
casa piena di gente. Ricordo che una delle signore aveva dovuto fare
un lungo giro per venire perché un proprietario cattolico le aveva
impedito di passare sui suoi pascoli poiché essa veniva al nostro
culto.. . . Mangiammo in un ristorante vicino al Mediterraneo ed il
proprietario mandò a cercare dei violinisti e dei cantanti per
rallegrarci durante il nostro pasto. Prendemmo un calesse tirato da
cavalli che ci portò dal ristorante alla casa dove si doveva tenere il
culto. Durante quel viaggio, visitammo anche la città di Firenze, dove
una parte della proprietà fu fatta vedere al Dott. Powers. Ricordo le
lunghe discussioni sul fatto che l'edificio dovrebbe essere costruito
come un appartamento per poter ottenere il permesso, ma che non ci
sarebbero state divisioni su una vasta superficie al primo piano per
instaurarci un santuario."
La
proprietà era stata comprata in un settore di Firenze dove altri
gruppi evangelici non vi svolgevano la loro opera. Trovare un tale
settore non era veramente difficile. Anche oggi, questa città di
cinquecento mila abitanti comporta solo 8-10 chiese protestanti. Dopo
la sua visita in Italia, Williamson tornò negli Stati-Uniti per
raccogliervi fondi per il nuovo edificio della scuola di formazione di
Firenze. Il suo primo giro ebbe luogo nel distretto Nord-Ovest
dell'Indiana, in cui gli ordini di anziano (elder's orders) erano
stati riconosciuti a Del Rosso e del quale era ancora membro. Nei due
posti in cui Williamson parlò, furono raccolti più di 4 000 $ in
promesse di dono per la costruzione.
Nel mese
di gennaio del 1952, il Consiglio generale nazareno ripensò alla
situazione della missione in Italia. Su richiesta dello stesso Del
Rosso, l'Italia fu spostata dalla direzione amministrativa di Roy Smee
nel Dipartimento delle Missioni evangeliche domestiche al Dipartimento
delle Missioni estere a partire dal 1 maggio 1952. Al seguito di
questo cambiamento, il Dipartimento delle Missioni estere nominò un
giovane seminarista diplomato di origine italiana, Earl Morgan, e sua
moglie Thelma in Italia. A quell'epoca, i Morgan esercitavano il loro
pastorato a Marshall, nel Missuri. Si sperava che la formazione di
seminarista che aveva ricevuto Earl Morgan gli avrebbe permesso di
impiantare la Scuola biblica nazarena italiana a Firenze.
I nuovi
missionari dovevano lavorare sotto la diretta supervisione del
Soprintendente di Distretto Del Rosso. Nei primi anni del 1950, era un
esperimento inconsueto che un capo nazionale sovrintendesse un
missionario americano, anche se Del Rosso possedeva effettivamente uno
statuto e un salario da missionario. L'Italia si avverò essere un buon
terreno per sperimentare delle innovazioni nella strategia delle
missioni nazarene. Lezioni imparate in questo esperimento sono servite
a creare la strategia secondo cui il leadership congiunto missionario
e nazionale è ammesso nella Chiesa del Nazareno.
Nel mese
di giugno del 1952, Del Rosso tornò negli Stati Uniti a bordo del
transatlantico "Queen Elizabeth." Si dirigeva verso l'Assemblea
generale nazarena quadriennale che si teneva in Kansas City. Nel suo
viaggio attraverso gli Stati Uniti, Del Rosso visitò brevemente il
Distretto Nord-Ovest dell'Indiana. Ancora una volta, Alfredo Del Rosso
era al programma della riunione missionaria della domenica pomeriggio
dell'Assemblea generale. Quella era un'epoca piena di eccitamento per
il programma di espansione mondiale nazarena. Nei sette anni che
seguirono la fine della Seconda guerra mondiale, il numero di
missionari della Chiesa del Nazareno era più che raddoppiato. Là,
durante quella riunione pomeridiana vittoriosa del 22 giugno, Del
Rosso ebbe quattro minuti per parlare. Proprio innanzi ai suoi occhi,
si trovava la nuova classe dei missionari nominati, inclusi gli Earl
Morgan diretti in Italia. Furono quattro minuti elettrizzanti. Edward
Lawlor, che diventerebbe in seguito il Soprintendente generale
responsabile per l'Italia, dice: "Non dimenticherò mai la vista di Del
Rosso davanti all'Assemblea generale, perorando per ottenere uomini e
soldi alfine di portare il messaggio della santità all'Italia.”
Questa
fu anche un'occasione memorabile per i Morgan. Earl Morgan lo racconta
in questo modo: “Quando egli (Del Rosso) ci disse di aver predicato la
santità a solo qualche passo dal Vaticano, sollevò le grida di dieci
mila persone che balzarono simultaneamente in piedi.”
A quel
momento, Del Rosso contava cinque gruppi o posti di predica in Italia,
nessuno dei quali era organizzato come chiesa (malgrado il fatto che
rapportava statistiche di nuove adesioni per ognuno di essi). Questi
cinque gruppi si trovavano a Roma, Firenze, Montalcino, Catania e
Misterbianco. Civitavecchia non era menzionata, per cui forse l'opera
per il momento si era fermata in quella città. Senza un'organizzazione
interna stabile, i gruppi potevano formarsi e dissolversi rapidamente
senza lasciare traccia, visto che tutto dipendeva dalla capacità di un
predicatore di tenere un culto in una stanza di qualcuno.
Poiché
l'opera nazarena in Italia era stata iniziata con l'idea ch'essa
dovesse essere finanziariamente autonoma sin dal principio, Del Rosso
era il solo a ricevere un sussidio per il suo lavoro dalla sede
centrale nazarena. Niny sarebbe stata spinta a esercitare a volte come
pastore della communità di Firenze durante i numerosi anni a venire.
Più tardi, essa riempirebbe anche numerose mansioni pastorali nella
chiesa di Civitavecchia. Tuttavia, essa farebbe tutto ciò senza
nemmeno fare la domanda per una licenza di predicatore locale.
I Morgan
arrivarono in Italia nel mese di agosto dopo l'Assemblea generale.
Quasi subito dopo, essi furono messi al lavoro con il programma
musicale dei giovani della chiesa di Firenze. I due predicatori, Del
Rosso e Morgan, cominciarono a litigarsi. Morgan dice: “Del Rosso
aveva un riso caloroso ed esplosivo. Poteva essere molto gentile, ma
anche molto duro. Poteva essere molto amicale, ma anche molto
distante. Poteva essere molto diplomatico… Ne facemmo di tutti i
colori!”
L'anno
dopo, nel 1953, una sala fu aperta a Civitavecchia e la construzione
dell'edificio di Firenze fu cominciata da un parente della Signora Del
Rosso. Il piano della costruzione era fatto in modo da permettere di
trasformare facilmente l'edificio per farci delle classi e dei
dormitori per la scuola biblica (un'idea questa che non si
materializzò mai, lasciando l'edificio con una configurazione
piuttosto strana). I Del Rosso si trasferirono al primo piano, nello
spazio destinato alla scuola biblica che era un appartamento spazioso
di sette stanze, mentre la famiglia Morgan prese l'abitazione
parrocchiale di tre stanze al pianterreno che si apriva sul santuario.
La compera della proprietà di Firenze fu criticata da molti Italiani
perché si trovava alla periferia della città. Cinquanta anni dopo,
quell'edificio è circondato da alti edifici di appartamenti, visto che
Firenze si è estesa sui campi circostanti.
Nel
1953, la figlia di Del Rosso, Lea, sposò un ufficiale dell'Esercito
della Salvezza. In quello stesso anno, il Soprintendente generale e la
Signora D. I. Vanderpool andarono a trovare Del Rosso. Stavano facendo
un viaggio che includeva delle visite all'opera nel Medio Oriente e la
sorveglianza dell'opera in due distretti delle isole britanniche. Di
ritorno a casa, Vanderpool scrisse un corto rapporto del suo viaggio,
intitolato “Sui Loro Passi”, che fu pubblicato in un libro di letture
missionarie nazarene nel 1956. Vanderpool scrisse sull'Italia: "La
nostra grande necessità in questo campo è di avere dei missionari
formati. C'è già un'ottima proprietà sulla quale è stato eretto un
edificio scolastico adeguato. Vi abbiamo ora un buon gruppo di
studenti in tirocinio. . . Sono sicuro che ogni dollaro del preventivo
generale (chiamato ora Il Fondo Mondiale Evangelico) che abbiamo
investito in Italia porterà dei magnifici frutti.." Vanderpool ritornò
anche molto impressionato dalla sua visita al Coliseo e alla Basilica
di San Pietro a Roma. Nel capitolo sulla sua visita in Italia,
Vanderpool incluse una corta biografia relatando la vita di Del Rosso.
Una
rivista mensile fotocopiata fu lanciata per aiutare le chiese ad
essere legate fra di loro. Poi, Del Rosso si mise a lavorare sulla
traduzione della prima parte del Manuale nazareno. Conteneva la
missione storica, la costituzione della chiesa e dei regolamenti
particolari e parte della sezione sulla direzione della chiesa locale.
Pubblicato a Firenze nel 1954, questo estratto fu il solo Manuale
stampato in italiano per più di 25 anni.
Mario
Cianchi, che riempiva delle mansioni pastorali in diverse chiese
nazarene in Italia, fu convertito quell'anno nella chiesa di Firenze.
Un giovane comunista, Mario era andato a uno dei culti nel nuovo
edificio per cercare di persuadere sua madre di abbandonare. Ma il
Santo Spirito iniziò il suo lavoro nel suo cuore e poco dopo si
convertì e diivenne un vero operaio in seno alla chiesa. Una delle più
grandi lotte di Mario Cianchi dopo la sua conversione fu di smettere
di fumare. Ma a forza di prediche e di spinte da parte della famiglia
Del Rosso, finalmente un giorno che si trovava nella sala della
fornace delle chiesa di Firenze, Mario abbandonò la sigaretta al
Signore. Mario ricorda con queste parole il grande impegno di Del
Rosso verso la Chiesa del Nazareno, la sua dottrina e la sua
costituzione:"Quando egli parlava di Kansas City (e della sede
centrale della chiesa)," dice Mario, "avevo quasi la visione di un
Vaticano nazareno."
I culti
domenicali serali presso la chiesa divennero degli eventi molto
speciali. Spesso il nipote di Del Rosso veniva apposta da Empoli a
Firenze per assistervi, anche se non era cristiano. Un fiorista delle
vie circostanti chiudeva il negozio presto la domenica sera per venire
ad ascoltare la musica.
Del
Rosso cominciò a pensare di aprire una chiesa a Napoli. Egli discusse
con Earl Morgan della possibilità di domandare ai capi nazareni
d'inviare un'altra coppia di missionari da mandare a Napoli. Così dei
contatti furono stabiliti con un certo giovane che era stato con Del
Rosso quando questi aveva aiutato ad organizzare la Chiesa apostolica.
Morgan continuava a ricordare a Del Rosso ch'egli era stato inviato
con la responsabilità di creare una scuola biblica. La risposta di Del
Rosso era immancabilmente: “Il Signore ci fornirà gli operai.” Del
Rosso era abituato a prendere delle iniziative da solo, possedeva una
forte motivazione e ora cercava persone come lui. Sapeva pure che la
sua formazione biblica non lo aveva preparato a diventare un
evangelista della santità né un fondatore di chiese. Perciò, provava
della difficoltà a immaginare una scuola biblica che potesse
adeguatamente fare questo lavoro. Però, Morgan continuò a parlargliene
e, finalmente, dopo un paio d'anni, Del Rosso acconsentì. Delle classi
serali cominciarono a Firenze per qualche giovane locale. Era a quelle
classi serali che Vanderpool si riferiva quando parlava della scuola
di formazione nazarena di Firenze nel Sui Loro Passi (In
Their Steps).
Nel 1954
gli Italiani Nazareni pubblicarono un raccolto di cantici con degli
inni presi dall'innario inglese nazareno Glorious Gospel Hymns
utilizzando sia le traduzioni delle parole inglesi di Del Rosso o
delle nuove liriche interamente composte da lui. Del Rosso scriveva
spesso le parole di un cantico in una seduta. Con la sua fisarmonica
sulle ginocchia per provare ogni frase mentre avanzava, leggeva le
parole inglesi e dettava a Niny la lirica italiana. Scriveva gli inni
e gli articoli pubblicati nella sua piccola rivista durante i suoi
viaggi fra Civitavecchia, Roma e Firenze. La preparazione dei sermoni,
d'altra parte, era di solito fatta durante le sue passeggiate la
mattina presto. Le sue prediche erano in generale impregnate di uno
spirito sottile. Con sua figlia Maria, Del Rosso aiutò il missionario
Morgan a mettere insieme un libretto intitolato La Santificazione
dalla Fede (Sanctification by Faith). Era uno studio biblico sulla
santità, una serie di messaggi che Morgan aveva predicato nella chiesa
di Firenze. Si trattava di un libretto che fu corretto e ristampato 25
anni più tardi.
Nel
gennaio del 1955, all'età di 65 anni, Del Rosso scrisse ai tre capi
ecclesiastici principali del gruppo di Roma, ricordando loro che essi
erano Nazareni e che dovevano conoscere a fondo il Manuale e metterlo
in pratica (tuttavia, essi avevano soltanto il suo estratto da
studiare). Egli scrisse: "Dovete insegnare chiaramente il battesimo
dello Spirito Santo." Ricordò loro che la Chiesa del Nazareno utilizza
il principio biblico della decima per finanziare l'opera di Dio. Uno
di questi uomini, Pio Boccini, divenne uno dei più grandi donatori
(secondo i calcoli in percentuale) del movimento nazareno italiano,
digiunando spesso per poter donare di più alla chiesa. Del Rosso li
ammonì di non mischiarsi ai Pentecostali perché, disse loro: "presto o
tardi, disturberà le anime, obbligandole a sfuggire la santificazione
genuina."
Del
Rosso fu tuttavia severamente criticato per non aver guidato i
Nazareni italiani verso un'autonomia finanziaria più forte. Ciò era
probabilmente dovuto non tanto per mancanza di volontà da parte sua,
come dal fatto che ciò che esisteva a quel momento non erano delle
chiese organizzate. Si trattava principalmente di luoghi di
predicazione che utilizzavano case private, una sala affittata a
Civitavecchia e una chiesa di una stanza a Firenze. Per Del Rosso,
l'autonomia era possibile (allorché fu accusato del contrario da
certi) e possiamo vederlo da ciò che scrisse nel maggio 1955 in una
lettera indirizzata al Soprintendente generale nazareno Benner. In
quella lettera, Del Rosso scrisse: "I Nazareni italiani sono come
tutti gli altri, quando ricevono la benedizione spirituale, sono lieti
di contribuire materialmente.”
La
costruzione di una combinazione di parrocchia-santuario cominciò a
Civitavecchia nel 1955. Costò più di quello che Del Rosso aveva
previsto (non cosa rara in ogni progetto italiano di edilizia!) e si
ritrovò a dover utilizzare i 6000$ del Fondo di Alabastro che erano
stati assegnati a Catania. Fu una decisione che sollevò per molto
tempo dei sentimenti amari fra i Siciliani. Dovette pure impiegare dei
fondi che erano destinati a Napoli. L'edificio di Civitavecchia era un
buon investimento malgrado tutto, e adesso se ne capisce meglio la
saggezza. Per anni, la chiesa di Civitavecchia era la più forte in
Italia dal punto di vista organizzativo, numerico e finanziario.
L'opera
nazarena a Napoli cominciò nel 1956 sotto la guida di un predicatore
che era prima stato con la chiesa apostolica. Nel 1959, l'opera in
quella vasta zona metropolitana (ha una popolazione paragonabile a
quella di Houston, Texas) si era estesa a quattro luoghi di
predicazione. Fu un anno pieno di cambiamenti anche a Firenze. Thelma
e Earl Morgan avevano avuto un bambino e Maria Del Rosso si era
sposata ed aveva traslocato a Roma. Anche dopo essere partita, Maria
continuò l'editoria della rivista nazarena, mentre, Vincenzo Izzo, un
giovane della communità fiorentina si occupava della produzione e
della distribuzione del periodico. Vincenzo frequentava i corsi serali
della scuola biblica diretta da Earl Morgan. Più tardi, si sposò con
una delle figlie di Ado Lagomarsino e divenne pastore nella zona
napoletana.
Anche
allora, l'opera nazarena incontrava opposizione dal governo. Una legge
promulgata dal governo fascista di Mussolini nel 1931 richiedeva che
gli evangelici ottenessero un autorizzazione dalla polizia ogni volta
che tenevano un culto, sia fuori che dentro alla chiesa. Questa legge
era rimasta in vigore anche dopo la caduta del fascismo, in modo da
permettere alle zelanti e bigotte autorità ecclesiastiche cattoliche
di continuare a perseguitare gli evangelici. Infatti, nel 1952, Del
Rosso aveva scritto in Other Sheep (l'Altra Pecora): "Le autorità sono
cattoliche e fanno varie cose per impedire alla gente di venire al
culto.” Finalmente, il 19 marzo 1957, la Corte Suprema italiana abrogò
questa legge, che imponeva di ottenere un permesso per ogni culto
tenuto in una chiesa evangelica, perché essa era anticostituzionale.
Questa fu una vittoria per gli evangelici italiani. Pochi giorni dopo
la decisione di questa corte, Del Rosso aveva scritto ai suoi
colleghi: “A partire da questo momento, ci possiamo incontrare dove e
quando vogliamo e nessuna autorità ce ne potrà impedire!”
Quello
stesso anno, Del Rosso compì i 50 anni come un rinato cristiano.
Ricordandosi di quell'anniversario, egli scrisse: "Il diavolo ha
cercato in questi cinquant'anni di uccidere la mia anima ed il mio
corpo in vari modi. Ma oggi posso dire che ho lottato per una buona
causa… ho conservato la mia fede.”
Fu anche
nel 1957 che Del Rosso dovette andare a Montalcino per officiare ai
funerali del suo vecchio amico e maestro alla scuola domenicale di
Siena, Carlo Padeletti. Non molto dopo, il luogo di predica che si era
trovato nella cappella privata dei Padeletti dal 1930 fu chiuso.
Nell'agosto del 1957, la famiglia Morgan tornò negli Stati Uniti in
permesso. Essi avevano terminato cinque anni di servizio in Italia ed
avevano diritto a un anno di riposo, per ritrovare le loro famiglie e
per un lavoro di delegazione. La loro partenza, tuttavia, lasciò il
posto senza missionario per tre anni. Earl aveva appena scritto un
libro di letture missionarie nazarene intitolato They of Italy Salute
You. (Quelli dell'Italia Vi Salutano). Pubblicato nella primavera del
1958, il libro dava una vista generale dell'opera nazarena italiana
centrata sulle vite di numerosi lavoratori italiani.
Per
riempire il vuoto lasciato a Firenze dalla partenza dei Morgan, Del
Rosso domandò a Elio Milazzo di aderire alla chiesa e lo nominò
pastore di Firenze. Milazzo era uno studente in medicina che si era
scoperto una vocazione per la predica, ed aveva lavorato tanto per i
Nazareni che per l'Esercito della Salvezza. Era la prima persona a
lavorare a tempo pieno come pastore che i Nazareni avevano reclutato
in dieci anni di opera missionaria in Italia. L'amicizia che aveva con
Del Rosso fu tempestosa perché entrambi avevano un forte carattere.
Inoltre, la tendenza che aveva Milazzo di perdere le staffe irritava
Niny.
Nel
1959, il Soprintendente generale Powers fece una visita in Italia.
Thelma Morgan era stata appena diagnosticata con la malattia di
Hodgkin. Questo, più certi problemi per ottenere un visto, fece sì che
i Morgan furono inviati nel Libano dal Dipartimento Nazareno delle
Missioni Estere.
Un
giorno, nell'ufficio di Del Rosso, il Dott. Powers stava discutendo
sulle implicazioni di tutto ciò con i soli due impiegati a tempo pieno
nazareni, Del Rosso e Milazzo. La conversazione venne a cadere
sull'età pensionabile di Del Rosso e il suo ritiro obbligatorio dal
posto di soprintendente di Distretto. Del Rosso chiese: “Ma chi farà
il soprintendente se io me ne vado?”
"Cosa ne
pensi di lui?" disse il Dott. Powers, indicando Milazzo, quel giovane
nuovo Nazareno che era appena diventato pastore di Firenze. "Ma che
dici! Se non è nemmeno stato ordinato," obiettò Del Rosso.
La
relazione già tesa fra i due non mise molto tempo a rompersi. Nel
gennaio del 1960, Milazzo dette le sue dimissioni come pastore di
Firenze e dopo tre mesi fu reclutato dalla chiesa Mennonita come
direttore del loro ministerio radiofonico. Senza missionario e senza
nessuno in vista per prendere le redini dalle mani di Del Rosso,
Milazzo era persuaso che l'opera missionaria nazarena in Italia
prenderebbe fine quando Del Rosso andrebbe in pensione. Kansas City
sembrava troppo lontana. Più tardi, Milazzo si rese conto che aveva
sottovalutato i Nazareni e il loro impegno verso l'evangelismo
mondiale. Osservando l'opera nazarena dal di fuori, Elio Milazzo
cominciò a meravigliarsi delle capacità di comprensione della
soprintendenza generale. Quegli uomini potevano arrivare con l'aereo e
dopo qualche ora capire perfettamente la situazione."
I giorni
di Del Rosso come soprintendente di distretto arrivavano al loro
termine. Aveva settanta anni e i regolamenti della convenzione
nazarena del Manuale erano chiari:: "Nessun soprintendente resterà in
servizio fuori dall'Assemblea del Distretto dopo il suo settantesimo
compleanno."
Alfredo
Del Rosso poteva anche non essere stato all'altezza di ciò che la
chiesa sperava di trovare come Soprintendente di distretto e pioniere
modello. Eppure, in dodici anni, Del Rosso aiutò ad impiantare la
testimonianza nazarena al centro ed al sud dell'Italia. Pubblicò un
innario con dei cantici che aveva scritti o tradotti. Tradusse e
pubblicò due libri. Ispirò numerosi giovani ad entrare nel ministerio.
Sorvegliò la costruzione di due edifici, e portò l'attenzione dei
Nazareni sull'Europa. Ed infatti, nel 1958, due anni prima che Del
Rosso andasse in pensione, Jerry Johnson fu mandato in Germania per
iniziare l'opera in quel paese.
Del
Rosso può anche non essere riuscito pienamente a mettere su piede
un'opera italiana dal punto di vista organizzativo, ma ha issato la
bandiera nazarena nelle maggiori città italiane, insistendo che
laddove il nome della Chiesa nazarena fosse portato, il messaggio
della santità vi sarebbe predicato. Tutto sommato, questo non è un
cattivo retaggio da lasciare. . .
6.
La pensione? Nemmeno per sogno!
Nell'agosto del 1960, il Past. Rocco Cerrato e sua moglie arrivarono
da un pastorato nella regione di New York per servire come missionari
per un breve tempo. Cerrato era stato inviato in Italia per permettere
all'allora settantenne Del Rosso di andare in pensione e per dirigere
al posto suo finché un missionario di carriera non potesse esservi
assegnato.
Essendo
il Past. Cerrato di ascendenza italiana, il Consiglio dei
Sovraintendenti Generali gli aveva domandato di accettare questo
mandato, nonostante questi non si sentisse alcuna vocazione per il
missionariato. Pensavano che Cerrato potesse adattarsi meglio alla
lingua e alla cultura di qualcuno senza un retaggio italiano. Dopo
aver esitato per mesi, egli finalmente accettò di andare in Italia, ma
si impegnò solo per due anni, a condizione che sarebbe poi rimpiazzato
da un missionario di carriera.
Prima
dell'arrivo dei Cerrato, Del Rosso confidò a Elio Milazzo che non si
poteva immaginare di andare in pensione. Aveva il sentimento che
l'opera era troppo importante per lasciarla stagnare mentre un
Americano (anche se aveva sangue italiano) cercava di imparare la
lingua e di famigliarizzarsi con la cultura. Non era peraltro anormale
che, avvicinandosi all'età pensionabile, egli divenisse protettivo e
anche possessivo verso l'organizzazione ch'egli aveva fondata e
diretta. Come risultato, la famiglia Cerrato non fu accolta a braccia
aperte e con le chiavi della città in mano. Tuttavia, Cerrato aveva un
carattere volontario come quello di Del Rosso e riuscì presto a
guadagnarsi il rispetto del vecchio pastore.
Quasi
contemporaneamente all'arrivo dei Cerrato nel 1960, Earl Morgan e la
sua famiglia ritornarono per poco tempo in Italia, ma la personalità
dei due missionari non permise loro d'intendersi, per cui i Morgan
ritornarono nel Libano nel 1961. Quel breve tempo di accavallamento
fra le due famiglie missionarie aveva tuttavia permesso ai Cerrato di
studiare la lingua e rendersi conto della situazione.
Nell'autunno del 1961, il Soprintendente generale Hardy Powers fece un
viaggio in Italia accompagnato da George Coulter, allora capo del
Dipartimento nazareno delle Missioni Mondiali. Allorché Del Rosso
l'anno precedente non era ancora pronto a passare le redini a Cerrato
al suo arrivo, nel frattempo si era convinto che questa era la
migliore soluzione. Incontrandosi a Roma con Powers, Coulter e un
notaio, Del Rosso e Cerrato studiarono un contratto di pensione che
comportava delle procedure per trasferire l'autorità legale
ecclesiastica da Del Rosso a Cerrato. La Compagnia Nazarena esistente
da dieci anni fu dissolta e in un mese il Ministero italiano
dell'Interno accordò alla Chiesa del Nazareno uno statuto legale
ufficialmente riconosciuto. Tutto ciò non era dovuto soltanto
all'arrivo di Cerrato. Gli ostacoli a questo riconoscimento erano
stati definitivamente rimossi due anni prima quando l'Assemblea di Dio
aveva trionfato nella sua lunga battaglia legale presso la Corte per
ottenere un riconoscimento legale.
Le
proprietà di Firenze e di Civitavecchia furono cedute dalla Compagnia
Nazarena alla Chiesa del Nazareno (malgrado che questo “dono” creasse
poi dei problemi fiscali che misero anni a risolversi!). In quel
periodo, il distretto italiano contava 300 membri in regola in 7
chiese e luoghi di preghiera organizzati. A parte Del Rosso e sua
moglie, non c'erano altri impiegati a tempo pieno. Così, malgrado il
fatto che la nomina di un missionario per assumere le funzioni di
soprintendente potesse essere considerata come un passo indietro nella
indigenizzazione dell'opera, ciò sembrava una soluzione che
permetterebbe una certa progressione.
Nonostante il governo avesse accordato alla chiesa il pieno
riconoscimento legale, i ministri nazareni italiani ottennero l'eligibilità
a una pensione e a un piano di assicurazione malattia statali solo nel
1971. Così la Chiesa stabilì una “mezza-pensione” di 120 dollari al
mese per Alfredo Del Rosso. Nella sua riunione del gennaio 1962, il
Dipartimento delle Missioni Mondiali mise ufficialmente Del Rosso in
pensione. Alfredo e Niny traslocarono a Civitavecchia per servire da
pastori a quella communità, con l'intesa che la casa e i servizi
sarebbero provveduti in più della pensione.
Mentre
stava in Italia, il Dott. Powers fece di nuovo il giro di molte
chiese. Fu durante questa serie di culti speciali che ebbe luogo la
famosa traduzione – o l'errore di traduzione – di uno dei sermoni del
Dott. Powers sulla decima e l'autonomia finanziaria. Rocco Cerrato,
che era presente, disse che la parte del sermone di Powers sulla
decima divenne nella traduzione di Del Rosso un sermone su "Dio è
amore". Come la storia cominciò a propagarsi fra i capi nazareni, si
ebbe l'impressione che Del Rosso non credeva alla decima e che perciò
aveva preso la responsabilità di proteggere la chiesa italiana dal
messaggio. Che Del Rosso l'avesse fatto apposta o no, disgraziatamente
la storia divenne la cosa più conosciuta su Del Rosso in certi circoli
nazareni ed influenzò l'opinione che i capi nazareni si facevano di
lui.
Alla
luce di quello che io conosco di Del Rosso, avendo inoltre udito un
sacco di gaffe di traduzione (e avendone fatte alcune io stesso), è
molto probabile che Del Rosso non fosse riuscito a tradurre certi
punti e che quindi non l'avesse fatto apposta. Il successore di Del
Rosso a Civitavecchia, ed infine anche soprintendente, Salvatore
Scognamiglio, ad esempio, spesso ometteva le contrazioni quando
traduceva le prediche degli Americani. Scognamiglio sovente udiva
"can" invece di "can't" e “would” invece di "wouldn't". Egli lavorava
assiduamente sulle sue interpretazioni, cercando di far quadrare le
cose con il resto del sermone. Per un paio di minuti, le cose
sembravano strane, ma il suo intento non era di rovinare il sermone. A
volte, quando si traduce, se si perde il filo del discorso
dell'oratore, piuttosto che di interrompere la fluidità del messaggio,
si cerca di riempire il vuoto con qualcosa fino a che non si capisce
ciò che l'oratore cerca di dire. Penso che è proprio ciò che si
produsse quando Del Rosso interprétò le parole di Powers.
La
domenica del 17 dicembre1961, Cerrato organizzò una cerimonia di
commiato per il Reverendo e la Signora. Del Rosso nella chiesa di
Firenze. Dei regali furono loro offerti da Cerrato per conto della
Chiesa Generale. Delle parole di augurio dalla parte del Consiglio
Generale Nazareno furono riferite da Mark Moore, che si trovava lì per
l'occasione. Questa cerimonia segnò la fine del ministerio pastorale
di 15 anni di Alfredo e Niny Del Rosso nella città di Firenze.
Avrebbero traslocato a Civitavecchia in cui, malgrado fossero
ufficialmente in pensione, passerebbero ancora otto anni di pastorato.
Un'altra
coppia di missionari, i Adragnas provenienti dal centro-ovest degli
Stati Uniti, arrivarono e furono assegnati a Roma per aiutare Pio
Boccini a instaurarvi una communità viabile. È triste dirlo, ma un
contrasto non risolto fra le culture li obbligò a tornarsene a casa
anche prima di aver terminato i loro corsi di lingua. Del Rosso
continuava a sperare e a pregare per la nomina di un'altra coppia di
missionari che andasse nella regione di Napoli.
Mario
Cianchi fu inviato dalla communità di Firenze, per stabilire una
chiesa a Vicenza, nella regione di Venezia, ma il tentativo non
riuscì. Non c'erano fondi per sostenere completamente Mario, così egli
si trovò un lavoro per sopravvivere, mentre lavorava a fondare il
nuovo gruppo. Una communità indipendente a Sarzana, di cui Luigi
Morano era pastore, fusionò con la Chiesa del Nazareno. Questa
communità si adoperò presto ad aiutare a fondare un altro gruppo nella
vicina città di La Spezia, dove dei Siciliani convertiti da Angelo
Cereda si erano stabiliti per trovare lavoro. Nonostante Fritz Liechti
fosse senza formazione scolastica biblica, egli accettò un invito a
venire dalla Svizzera per aiutare nel servizio pastorale della
communità fiorentina. Cerrato si legò d'amicizia con Jerry Johnson, il
soprintendente della nuova opera in Germania (il distretto era
ufficialmente chiamato Centro-Europa, poiché aveva la responsabilità
di impiantare delle chiese non solo in Germania, ma anche in
Danimarca, in Olanda e in Svizzera). Non passò molto tempo prima che
le conversazioni fra i due Americani si aggirassero intorno a un
problema mutuo: la formazione di pastori a scala nazionale. Dopo la
partenza dei Morgan, l'Italia si era ritrovata senza alcun programma
di formazione di ministri ecclesiastici. Johnson aveva cominciato una
specie di scuola biblica nella chiesa di Francoforte, ma non ne era
interamente soddisfatto. Cerrato e Johnson cominciarono a sognare
della possibilità di fondare una scuola che servirebbe i due
distretti. Ciò sembrò una buona idea anche ai capi della Chiesa
Generale Nazarena. Così, essi consentirono a prendere il progetto in
mano e in questo modo nacque il Collegio Nazareno Europeo.
Nel
1964, i Cerrato tornarono negli Stati Uniti. Avevano accettato di
andare in Italia per due anni e vi erano rimasti quattro, per cui
avevano fretta di riprendere il loro pastorato negli Stati Uniti. In
un reso conto indirizzato al Dipartimento Nazareno delle Missioni
Mondiali, Cerrato raccomandò di abbandonare la politica di mandatare
delle coppie di origine italiana perché inutile e qualche volta anche
controproducente. Nel gennaio del 1964, Paul Wire e la moglie erano
stati spostati dall'Oklahoma centrale e posti su assegnazione generale
dal Consiglio Generale nel gennaio del 1964. Quando i Cerrato
insistirono per ritornare negli Stati Uniti, i Wire furono inviati per
rimpiazzarli.
Nel
gennaio del 1965, un vecchio albergo sulle rive del Reno a Busingen,
in Germania, era stato comprato per adibirlo ad ospitare il nuovo
Collegio Nazareno Europeo. Il luogo, una enclave tedesca nei confini
della Svizzera, sembrava ideale e l'albergo fu rinnovato per servire
come edificio iniziale. Fu domandato ad Alfredo Del Rosso di venire
per insegnare in quella prima sessione. Le materie del suo
insegnamento sarebbero state il Manuale, la teologia e l'evangelismo.
Incredibile per un uomo della sua età, Alfredo Del Rosso avrebbe
continuato a officiare come pastore di Civitavecchia, viaggiando
avanti e indietro ogni fine settimana. Sua figlia Maria col marito
Alberto Parenti, che all'epoca vivevano a Roma, cominciarono a aiutare
nella chiesa. John Nielson era stato nominato primo rettore del
collegio. Egli spiega alcune delle ragioni per cui Del Rosso fu
reclutato per aiutare in quel primo semestrio: "(1) Per aiutare ad
orientare gli studenti italiani in un ambiente multinazionale. (2) Per
aiutare a interpretare le conferenze e i culti in inglese agli
Italiani, finché non imparassero bene l'inglese. (3) Per stabilire un
rapporto più diretto fra il collegio e l'opera italiana e aiutare a
legarli più strettamente. (4) Per individuare ed impiegare le forze e
le capacità di questo capo ecclesiastico nello sviluppo della coerenza
spirituale fra sette o otto nazionalità diverse. (5) Per assistere
nella traduzione del materiale dei programmi scolastici e della
promozione." Ci si aspettava tutto ciò da un uomo di oltre 75 anni,
che viaggiava su più di 1500 km andata e ritorno per treno, ogni fine
settimana, per riempire il suo pastorato nella chiesa.
Fra gli
studenti italiani che Alfredo Del Rosso stava aiutando in quel primo
semestre, c'era Salvatore Scognamiglio, che divenne in seguito il
soprintendente del distretto italiano, e Mario Cianchi, che per molti
anni servì come presidente del distretto di NYI.
Nielson
dice della contribuzione di Del Rosso nella scuola: "Gli studenti ed
il personale l'adoravano, rispondevano positivamente alla sua guida
spirituale, alla sua istruzione dinamica in classe, ed alla sua
relazione amichevole Egli cooperò in ogni cosa e fu di grande aiuto.”
Entrambi
Cerrato e Johnson avevano sperato che la scuola avrebbe potuto essere
stabilita su una base interamente poliglotta. L'ideale era che
l'insegnamento fosse fatto nella lingua materna di ogni studente e che
l'inglese fosse impiegato per i culti nella cappella e nelle riunioni
sociali. Ciò non poté essere realizzato. L'inglese venne ad essere
tanto la lingua d'insegnamento quanto quella utilizzata nel campus.
Così Del Rosso insegnava in inglese la teologia, l'evangelismo e la
costituzione ecclesiastica a Tedeschi, Italiani ed altri europei.
Del
Rosso aveva a cuore la salvezza degli italofoni ovunque essi si
trovassero. Nell'agosto del 1965, Del Rosso scrisse dalla Svizzera al
Soprintendente missionario Wire: "In Italia, Germania, Svizzera e
Austria, ci sono degli Italiani che hanno bisogno di essere
santificati e salvati, e la Chiesa del Nazareno possiede il vero
messaggio da portar loro.” Era una supplica indirizzata alla chiesa
italiana di alzare il suo sguardo al di là delle frontiere italiane.
Questo appello cominciò a trovare in parte una risposta quando, per
molti anni, la potente Radio Montecarlo mandò in onda un'emissione
settimanale di 15 minuti "L'Ora Nazarena" in tutta l'Europa, che era
captata persino in Africa del Nord.
Del
Rosso fu chiamato a riprendere i corsi alla scuola nell'autunno del
1965 per insegnare ancora per qualche tempo. La salute di sua moglie
declinava, in modo che egli rifiutò di lasciarla per tornare in
Svizzera. Poi, tuttavia, ci ripensò e andò su per un paio di
settimane.
In
quell'autunno, Alfredo Del Rosso scrisse nella rivista delle missioni
nazarene Other Sheep (L'Altra Pecora) "La Chiesa del Nazareno si trova
a Civitavecchia, il porto di Roma. La chiesa ha qualcosa da dire in
questi ultimi giorni a questa antica città storica e siamo lieti di
essere ancora il pastore di una chiesa come questa."
Nella
sua mossa per organizzare adeguatamente l'opera italiana in un
distretto, Paul Wire chiamò una conferenza dei predicatori e di
lavoratori nel 1965. Era la seconda conferenza nella storia
dell'opera, la prima essendo stata tenuta da Cerrato nel 1963. Fu
richiesto a Del Rosso di parlare su "L'Importanza e la Necessità
dell'Altare nel Nostro Servizio Ecclesiastico." La Signora Del Rosso
parlò della scuola domenicale.
Nell'aprile del 1966, l'allora settantaseienne Del Rosso comprò una
motocicletta per 200 dollari. In quella stessa primavera, egli finì la
traduzione del libro di Redford, The Rise of the Church of the
Nazarene (Il Sorgere della Chiesa del Nazareno), che fu pubblicato nel
1968. Quell'estate lo trovò occupato a lavorare sulle domande di
studio per il corso pastorale. Del Rosso era a lui solo come un
Consiglio di Studi del Ministerio, preparando delle domande e la loro
valutazione per degli uomini che sarebbero stati ordinati. Stava
lavorando con persone tali Angelo Cereda, Vicenzo Izzo e Mario Cianchi
(che abbandonarono la scuola svizzera per tornare in Italia). Quegli
uomini esercitavano già come pastori e preferivano prepararsi da casa
loro per ottenere l'ordinazione, invece di dover abbandonare il loro
ministerio ecclesiastico per tre o quattro anni alfine di frequentare
la scuola biblica.
Nel
novembre del 1966, Firenze subì un'inondazione disastrosa. Poiché la
proprietà della chiesa nazarena si trova in un quartiere elevato della
città, ebbe dentro solo trenta centimetri di acqua. Gli altri
quartieri di Firenze, tuttavia, si trovavano sotto 5 o 6 metri di
acqua e fango. Delle discordie sul ruolo da tenere dal missionario
americano Wire nei soccorsi ai sinistrati durante il disastro,
spinsero il figlio Paolo e il genero Alberto Parenti di Del Rosso a
lasciare la Chiesa del Nazareno. Ciò ferì Del Rosso che avrebbe voluto
che entrambi fossero fra i capi del movimento italiano della santità.
Paolo divenne un Battista, mentre Alberto e Maria lasciarono
completamente la chiesa. Del Rosso scrisse una lettera piena di
compassione a Wire, dicendogli che la Chiesa continuerebbe a avanzare
malgrado questo particolare incidente.
Nel
1967, dei piani cominciarono a essere fatti per tenere la prima
Assemblea del Distretto italiano. Pensandoci, Del Rosso ne provava dei
sentimenti incerti. Anche se l'opera nazarena in Italia aveva più di
vent'anni, Del Rosso esitava all'idea di un'assemblea. In una lettera
del febbraio a Paul Wire, egli lo incitò di aspettare ancora qualche
anno, dicendogli che c'erano ancora troppe poche chiese e troppi pochi
predicatori per tenere un'Assemblea di distretto. Dopo tutto, l'Italia
era ancora molto lontana dalle organizzazioni dei distretti ch'egli
aveva visto negli Stati Uniti. Aveva paura che la tenuta di un
assemblea in Italia includendo le elezioni di ufficiali di distretto e
la presa di decisioni sull'ordinazione di predicatori sarebbe un gran
naufragio. In aprile, un mese prima della prima assemblea, Del Rosso
finì di tradurre l'intero Manuale, un progetto maggiore che non fu mai
stampato.
In
maggio, l'assemblea che Del Rosso aveva tanto esitato a tenere si
svolse con successo. Quattro uomini ch'egli aveva personalmente
preparati e esaminati furono ordinati dal Soprintendente generale G.
B. Williamson. Si trattava di: Angelo Cereda dalla Sicilia, Luigi
Morano da Sarzana, Vicenzo Izzo che era ora pastore a Napoli, e Mario
Cianchi che si era appena trasferito a Firenze come assistente pastore
di quella communità. Una licenza di predicatore di distretto fu emessa
a Alberto Ricchiardino che iniziò poco tempo dopo l'opera nella
regione torinese. Del Rosso fu egli stesso eletto presidente del
consiglio scolastico del distretto ecclesiastico. John Nielson era
venuto dalla Svizzera per rappresentare il collegio biblico e fece
rapporto che gli studenti iscritti alla nuova scuola erano 22, di cui
7 italiani.
Quella
giornata e mezzo fu entusiasmante. Preso dallo spirito del momento,
Wire fissò al distretto l'obiettivo di passare dagli attuali 306
membri a 450, alla prossima celebrazione del 26esimo anniversario (se
ne raggiunse 402). Esso li sfidò anche a fissare un obiettivo di 700
membri per l'Assemblea generale del 1972.
L'anno
dopo, il 1968, Del Rosso cominciò realmente a parlare di andare in
pensione. Aveva dato 20 anni di servizio alla Chiesa del Nazareno e né
lui né sua moglie erano veramente in buona salute. Però non se la
sentiva di andare in pensione proprio in quel momento, perché ciò
significava per lui perdere l'alloggio e i servizi.
Un'altra
coppia di missionari, i Roy Fuller, arrivarono poco prima che Paul
Wire e sua moglie tornassero a casa quell'estate per un congedo di un
anno. Uno dei compiti dati ai Fuller da Paul Wire prima della sua
partenza fu di individuare e comprare una proprietà adeguata a Roma
per la chiesa, l'ufficio di distretto e la residenza del missionario.
Nella
primavera del 1969, proprio prima della riunione annua dei
predicatori, Del Rosso si trovava in visita da sua figlia Maria a
Prato. Nella casa parrocchiale di Civitavecchia, Niny Del Rosso
sonnecchiava a tavola una sera dopo cena. Passando per caso a
trovarla, un vecchio amico di famiglia tentò di svegliarla, ma si
accorse con dolore ch'essa era morta. Esitando a chiamare direttamente
Del Rosso, egli contattò Roy Fuller a Firenze e lo incaricò di
comunicare la notizia a Prato. Così, Roy passò a prendere Mario
Cianchi ed entrambi si recarono a Prato per portare il triste
messaggio a Del Rosso ed alla sua figliola.
Alfredo
Del Rosso aveva passato quasi 50 anni insieme a Niny, in modo che la
morte di sua moglie fu una scossa terribile. Del Rosso continuò a
svolgere le sue funzioni di pastore nella communità di Civitavecchia
per ancora molti mesi, ma, come lui stesso lo dice: "Prima di
perderla, non sapevo quale parte importante mia moglie tenesse nella
mia vita e nel mio ministerio.” Il povero Alfredo non ce la faceva a
portare questo peso da solo, così il suo ritiro dal pastorato fu
ufficialmente stabilito al mese di agosto del 1969.
|
A
quel punto, era diventato chiaro che i Wire non sarebbero potuti
tornare in Italia a causa dei loro problemi familiari. Così, Roy
Fuller fu nominato Soprintendente dal Dipartimento delle Missioni
Mondiali e cominciò subito a fare i dovuti passi per trovare un
pastore per la chiesa di Civitavecchia. Aveva in mente un
promettente studente della scuola biblica convertitosi nella
communità di Firenze quando Bob Cerrato la dirigeva, e poi
santificato sotto il ministerio di Fritz Liechti. . . .
|
7.
La Pensione? Finalmente
Come si
avvicinava il mese di agosto del 1969, data prevista per andare in
pensione, Alfredo Del Rosso cominciò a rammaricarsi di dover lasciare
il suo pastorato alla Chiesa del Nazareno di Civitavecchia, in Italia.
Cercò di persuadere il soprintendente missionario Roy Fuller di
lasciarlo solo ancora un altro anno in quella città costiera,
suggerendogli che il giovane Salvatore Scognamiglio –che era destinato
a rimpiazzarlo – fosse inviato per quel periodo a lavorare in un'altra
chiesa. Forse l'allora settantanovenne Del Rosso aveva la paura
dell'ignoto, temendo di trovarsi completamente pensionato. Era solo,
ora che Ninì era partita. Però, Roy Fuller non si lasciò commuovere e
gentilmente, ma fermamente, insistette che Del Rosso se ne andasse
come previsto e lasciasse il posto a Scognamiglio.
Nei
pensieri di Del Rosso ci potevano essere delle incertezze economiche.
Infatti, dal momento in cui egli lasciava il suo posto, avrebbe
continuato a ricevere solo i 120$ dollari mensili di pensione che gli
erano stati accordati nel 1961. Infatti, come non sarebbe più stato
pastore, non gli sarebbero stati dati né l'alloggio né i servizi di
cui aveva beneficiato durante il suo pastorato a Civitavecchia. Come
conseguenza della perdita di questi benefici, Alfredo Del Rosso andò a
vivere con sua figlia Maria e la sua famiglia nel loro appartamento di
condominio di Prato. Suo genero Alberto Parenti era diventato
rappresentante di relazioni pubbliche per l'enorme associazione di
fabbricanti tessili italiani la cui sede centrale si trovava vicino a
Firenze. Salvatore Scognamiglio con la sua famiglia arrivò dal
Collegio europeo nazareno di Busingen (Germania) per esercitare in
qualità di pastore della communità di 90 membri di Civitavecchia.
Quanto a
Alfredo Del Rosso, egli non andò in pensione per restare su una
poltrona a dondolo, ma continuò a fare qualche lavoro di traduzione.
Nel 1970 egli scrisse a Roy Fuller che aveva terminato una revisione
accurata della traduzione del Manuale nazareno che aveva fatto qualche
tempo prima. Quel manuscritto particolare non fu tuttavia mai
stampato.
L'opera
del distretto per cui Del Rosso aveva steso le fondamenta continuò
ugualmente a progredire. Nel 1971, due altri uomini furono ordinati e
quell'estate fu creato il primo campo di giovani del distretto (gli
Italiani avevano già partecipato in due istituti di giovani di tutta
l'Europa).
Dopo che
la proprietà fu comprata a Montesacro, nella periferia di Roma, essa
fu rinnovata per servire da chiesa, da ufficio e da residenza
parrocchiale. I Fuller invitarono Del Rosso a fare il discorso di
apertura, ma egli non poté fare il viaggio da Prato a Roma a causa di
una tempesta di neve. La nuova cappella era situata vicino alla casa
di Noemi, la figlia di Del Rosso, cosicché essa con la sua famiglia si
giunse ai Boccini e ai Fuller per formare il primo nucleo di quella
communità. Due delle altre figlie di Del Rosso, Febe e Lea, facevano
parte dell'Esercito della Salvezza in Inghilterra e in Italia.
Riflettendo la sua preoccupazione per la salute spirituale della sua
famiglia, Del Rosso scrisse a Roy Fuller nel novembre del 1973, "Che
Dio benedica tutte le nostre care famiglie e che ci dia di vedere
tutti i nostri cari salvati e santificati dallo Spirito Santo." Era
solo normale che Del Rosso sperasse che i suoi figli e nipoti
facessero parte di una seconda e terza generazione di Nazareni e che
portassero avanti il suo retaggio. Ciò non si avverò al punto da lui
sperato, ma dopo tutto la sua famiglia era già cresciuta quando egli
era divenuto un Nazareno nel 1948.
La
visione di Alfredo Del Rosso per un'opera della santità che
raggiungerebbe ogni Italiano era ancora viva in lui al fine della sua
vita. Nell'aprile del 1973, egli scrisse a Roy Fuller, "Che il Signore
ci dia un risveglio della predica del Santo Spirito e l'Italia
ritornerà ad essere come era ai tempi dei primi santi e apostoli di
Roma."I suoi sogni si stendevano anche oltre i confini dell'Italia.
Nel marzo del 1934, Del Rosso lanciò un appello commovente perché un
pastore italiano fosse inviato a esercitare il suo ministerio presso
la popolazione italofona nella zona di Schaffhausen, vicino al
Collegio nazareno europeo, in Svizzera. Dopo trent'anni, questo
appello è rimasto ancora senza risposta.
Dopo la
nostra assegnazione in Italia nel gennaio del 1974, una storia con le
foto dei nuovi missionari e dei posti di assegnamento fu pubblicata
nel giornale Herald of Holiness(adesso chiamato Holiness Today).
Appena ricevuta la sua copia, Del Rosso scrisse a Roy Fuller, "Ho
visto nello Herald of Holinessle foto dei due nuovi missionari in
Italia. Che il Signore li benedica e li porti nel nostro paese con le
Sue benedizioni. Saranno due nuove anime operanti in Italia che
credono nella piena salvezza dal peccato."
All'assemblea di distretto del 1975 tenuta nell'edificio della chiesa
di Moncalieri appena inaugurata nella periferia di Torino, il capo di
distretto fu confrontato a una confessione di adulterio da parte del
Rev. Ricciardino, uno degli uomini ordinati nel 1971 e che era allora
pastore della communità di Moncalieri. La chiesa dovette domandare a
Ricciardino di rendere le sue credenziali di ordinazione (ordained
elder). Dopo una triste riunione del Consiglio Italiano delle
Credenziali Ministeriali con il Soprintendente generale Edward Lawlor,
Del Rosso scrisse a Roy Fuller, "Manda, caro fratello, manda giovani
missionari . . . . L'opera nazarena andrà avanti e prospererà. Ogni
chiesa sarà risvegliata. Altre chiese vi si aggiungeranno. Dei giovani
consacreranno la loro vita e frequenteranno la scuola biblica per
prepararsi all'opera della santità in Italia. Alleluia! Dio è con
noi!"
Questo
era il genere di lettera incoraggiante che Roy Fuller aveva bisogno di
ricevere in quel momento. Solo due anni prima egli aveva dovuto
ritirare le credenziali ad un altro pastore italiano, il Rev. Izzo,
che era stato preso mentre rubava dei soldi da una libreria in cui
lavorava a Napoli. Ora un altro promettente ed efficace ministro aveva
permesso a Satana di entrare nella sua vita e di distruggere il suo
ministerio in seno alla chiesa. Questi erano colpi duri per il
missionario Fuller, ma il forte sostegno e l'incoraggiamento di Del
Rosso aiutavano ad alleviarli.
Alfredo
Del Rosso aveva certamente i propri difetti, però passava la sua vita
a proclamare la piena salvezza da ogni peccato. Invecchiando, non
diventò amaro. Non si rammaricò del modo in cui la giovane generazione
gestiva le cose della chiesa, né espresse mai il minimo timore per
l'avvenire della sua esistenza.
Quando
nel 1975 gli fu chiesto di tenere uno studio biblico la mattina al
campo familiare nazareno sulla Riviera ligure, Alfredo Del Rosso
adoperò una sessione per condurre Olga Spannacini al Signore. Olga era
venuta al campo per aiutare suo figlio andicappato che era stato
membro della communità fiorentina per due decenni. Il fuoco acceso nel
cuore di questa donna di 65-anni dopo la sua conversione le dettò di
portare ben presto al Signore una nipotina dell'età delle elementari e
poco dopo una delle sue due figlie col marito – tutto ciò fu il
risultato della chiara testimonianza e della persistenza di Del Rosso.
Fino
alla fine della sua vita nel 1985, la sola preoccupazione di Alfredo
Del Rosso restò che i Nazareni conservassero una dottrina chiara della
santificazione intera e che questa esperienza fosse una realtà nelle
loro vite. Nel febbraio del 1975, in una lettera a Roy Fuller egli
notava, "Grande è il bisogno di predicare la vera santità." In quello
stesso mese, durante una conferenza evangelica del distretto a Roma,
lo vidi prendere a parte Domenico Calabrese, un predicatore fiorentino
locale, per spiegargli “più chiaramente il cammino della santità”,
dopo che Calabresse disse qualcosa che Del Rosso pensò rivelare
qualche confusione teologica da parte sua.
Ad
Alfredo Del Rosso piaceva ancora suonare la fisarmonica e quasi ogni
domenica viaggiava in autobus per 20 km per andare da Prato a Firenze
e partecipare al culto mattinale. Faceva anche dei rimpiazzamenti come
predicatore quando i pastori erano via. Tuttavia, l'età cominciò a
farlo rallentare. Una sera durante l'assemblea di distretto di Firenze
nel 1976, egli si sentì male e fu dovuto essere portato all'ospedale
da Maria e suo marito. I delegati si preoccuparono molto per lui e
fecero pure delle preghiere speciali. La sera dopo, Del Rosso si sentì
abbastanza bene per esercitare qualche autorità e dimettersi
lui-stesso dall'ospedale.
Un fatto
paradossale della vita personale di Alfredo Del Rosso è che lo stretto
programma di una ripresa cinematografica gli impedì di figurare nel
Missione Europa,un film del 1970 prodotto sull'opera e sul ministerio
nazareni in Europa. Le riprese dovevano essere fatte nell'estate del
1974 subito dopo la Conferenza della Giovinezza Mondiale Nazarena in
Svizzera. Durante quel particolare periodo però, Alfredo Del Rosso era
in vacanza fuori dal paese con la famiglia e gli amici. Così, il
responsabile principale dell'impiantazione della Chiesa del Nazareno
nel continente europeo è stranamente assente da quel documentario.
Quale
valutazione fare oggi di Alfredo Del Rosso, questo uomo riverito da
certuni e malignato da altri? Ebbene, egli e sua moglie sono stati
strumentali nell'impiantazione delle due chiese nazarene principali in
Italia, quella di Firenze e quella di Civitavecchia. Tramite lui,
quasi tutte le altre congregazioni esistenti furono iniziate, sia come
risultato dei suoi contatti o di contatti fatti dai suoi contatti.
Aiutò a lanciare il programma di pubblicazione e era soprintendente
allorché fu lanciata la scuola biblica, che si fuse dopo con la scuola
tedesca per diventare il Collegio nazareno europeo.
La
seconda generazione di Nazareni ha dato il cambio all'antecedente. Il
figlio di Angelo Cereda frequentò il Collegio Nazareno Europeo per
prepararsi al ministerio ed è ora il capo nazareno in Sicilia. Elide
Capannoli (della famiglia Lagomarsino di Firenze) aprì la sua casa a
Siena per cominciare l'opera nella città dove Del Rosso crebbe. Alla
fine del 1970, il distretto italiano aveva sorpassato il 40 percento
dell'autonomia finanziaria ed aveva accettato la sfida di diventare un
distretto regolare nel 1990, quando Alfredo Del Rosso avrebbe compiuto
cento anni (egli morì nel 1985 all'età di 95 anni). All'assemblea del
distretto del 1977, Salvatore Scognamiglio fu nominato soprintendente
di distretto da V. H. Lewis.
All'assemblea di distretto del 1975, il Soprintendente generale Edward
Lawlor lanciò un messaggio commovente durante la sua predica
intitolata: "Abitato da una visione." Mi domandate quale è la mia
valutazione di Del Rosso? Penso che egli fu un uomo abitato da una
visione. Gettando uno sguardo agli anni passati, pare veramente
ch'egli si trovasse al posto giusto al buon momento e permise allo
Spirito Santo di guidarlo con questa visione.
|